Eiaculazione precoce, sintomi, cause e cure

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Eiaculazione precoce, sintomi, cause e cure 2017-07-25T11:38:04+00:00

Quando si parla di una sessualità disfunzionale, un velo di imbarazzo e di omertà, ammanta la comunicazione.
L’uomo ha una massiccia difficoltà ad accettare di avere una problematica sessuologica, ed ancor di più, a chiedere aiuto per curare la sua eiaculazione precoce.

I dati statistici dimostrano un notevole aumento delle disfunzioni sessuali maschili che compromettono la terza fase della risposta sessuale: la fase dell’orgasmo e dell’eiaculazione.

Tra queste abbiamo:

eiaculazione precoce, cause e cura

L’aspetto diagnostico dell’eiaculazione precoce è veramente complesso per il pudore da parte del paziente che ne soffre, e per quell’aspetto di soggettività che rende difficoltosa la diagnosi clinica.

Cosa intendiamo per precoce?

In sessuologia si analizza, tra le altre cose, lo IELT, un parametro oggettivo che si rifà al numero di spinte prima dell’eiaculazione, oppure in parole semplici, per quanto tempo rimane il pene in vagina durante il coito.
L’eiaculazione che scappa via senza il controllo e la volontà da parte dell’uomo, trasforma il rapporto sessuale in un disastroso atto amoroso.

Qualche passaggio diagnostico

L’obiettivo è quello di trovare un linguaggio comune che oltrepassi la dimensione di soggettività, al fine di effettuare una diagnosi clinica scrupolosa, step indispensabile per il futuro protocollo terapeutico per il paziente o per la coppia.

1 – Il DSM III definiva così l’e.p.: l’eiaculazione si verifica prima che il paziente lo desideri.

2 – Il DSM IV R sposta l’attenzione sul tempo e sullo scarso controllo: “un’eiaculazione che perdura e ricorre anche in caso della presenza di uno stimolo sessuale minimo, precedentemente, durante e in seguito alla penetrazione, e che avviene in anticipo rispetto al momento voluto”.

Il controllo eiaculatorio è un tema molto delicato da trattare.

I ragazzini alle prime armi, per esempio, lamentano episodi di eiaculazione precoce, che potrebbe tranquillamente rientrare – in assenza di cause organiche o psichiche – nel tempo, grazie alla conoscenza della loro sessualità, all’esperienza ed all’empatia sessuale di coppia.

Video intervista sull’Eiaculazione Precoce

Vari tipi di eiaculazione precoce, varie cure

Eiaculazione Precoce Primaria, detta anche long life

Questo tipo di E.P. si manifesta sin da subito.
Non regredisce, anzi peggiora nel tempo.
Inizia a far compagnia alla sessualità del paziente sin dal primo rapporto sessuale, a prescindere dalla partner e dal tipo di attività svolta.
Talvolta può manifestarsi anche in pratiche extra-coito, come addirittura l’auto-erotismo.

Il tempo entro cui la risposta eiaculatoria si manifesta è tra i sessanta secondi ed i due minuti.

  • Una variante è l’eiaculazione precoce ante portas, cioè fuori dall’ambiente vaginale.
  • L’altra variante è l’eiaculazione precoce intra portas, cioè quando il pene viene a contatto con la vagina, luogo altamente simbolico ed ansiogeno.

Eiaculazione Precoce Secondaria

A differenza di quella primaria, lite long, l’E.P. secondaria non appare sin dai primi rapporti sessuali, ma in seguito. Ci sono vari metodi per capire se il paziente soffre davvero di eiaculazione precoce, come valutare se c’è stato un cambiamento negli ultimi tempi della durata del rapporto, se c’è una difficoltà nel controllo eiacualtorio, e se avverte ansia e disagio durante il rapporto sessuale.

Le cause sono le più svariate, tutte da analizzare in sede di a diagnosi andrò-sessuologica

  • Infiammazioni
  • Infezioni
  • Patologie neurologiche
  • disfunzioni tiroidee
  • fattori psicologici
  • relazionali/diadici
  • coppie disfunzionali
  • adattamento ad una nuova partner
  • reazioni a stress
  • disturbi dell’umore
  • disturbi della personalità
  • disturbi d’ansia
  • stili di vita non sani
  • abuso di sostanze stupefacenti, o alcol
  • lutti
  • depressione
  • problematiche erettile (deficit erettivo primario)

A volte l’eiaculazione precoce può essere la conseguenza di una iniziale difficoltà di erezione.

La diagnosi differenziale è davvero indispensabile per evitare di perdere tempo prezioso per la cura, e per evitare tentativi a casaccio che contribuiscono a cronicizzare la disfunzione sessuale.

Eiaculazione Precoce Situazionale

Questo tipo di E.P. si manifesta ad intermittenza.
In alcune situazioni o con alcune donne, e non con altre.
Quando questo problema crea un disagio al paziente o alla coppia, va comunque trattato.

L’Eiaculazione Precoce Simil-Precoce, o Falsa E.P.

Chi ne soffre non riesce a contrare il proprio riflesso eiaculatorio e di non è in grado di procrastinare il “punto di non ritorno eiaculatorio” a seconda delle proprie esigenze.
Spesso però, indagini come un colloquio clinico ed un’attenta anamnesi psico-sessuologica, consentono di capire che queste sono sensazioni soggettive del paziente, in quanto in realtà i tempi eiaculatori risultano essere nella norma, cioè tra i 3 e i 6 minuti, o anche di più.
Tali sensazioni si originano spesso da modelli della pornografia, che danno luogo ad aspettative non consone alla realtà.

La falsa E.P., è tipica degli adolescenti, i quali focalizzano l’attenzione sulla performance sessuale (durata e numero di rapporti sessuali) scorporandola dalla dimensione dell’affettività, e della relazione. La falsa eiaculazione precoce si può prevenire con un’adeguata e preventiva educazione sessuale.

Cause dell’Eiaculazione Precoce

Per quanto riguarda le cause, in ambito sessuologico, si parla di multifattorialità, non è possibile trovare un’unica causa scatenante, ne fare la caccia alle streghe.
Le cause sono infatti, di vario tipo e si intersecano tra di loro dando vita al sintomo eiaculatorio.

  • infiammazioni dell’apparato genitale
  • frenulo breve
  • Fimosi
  • deficit erettile
  • disagio psichico
  • cause da cattivo apprendimento sessuale
  • cause inconsce, come le pulsioni sadiche o ambivalenti verso la donna
  • cause di coppia
  • dinamiche di potere
  • tradimento e stress di coppia
  • cattiva gestione dell’ansia
  • emozioni ambivalenti verso la sessualità
  • pazienti che vanno sempre di corsa, anche nella vita, non solo nella sessualità

Il modello interpretativo maggiormente consono all’e.p., è sicuramente multifattoriale proprio per la complessità della disfunzione, oggi non si può identificare un’unica causa scatenante, ma si tengono presenti cause intrapsichiche, relazionali e stili di vita, spesso inadeguati.
Il tutto da analizzare con cura e scrupolosità per combattere l’eiaculazione precoce

Questa multifattorialità va poi tenuta in considerazione per:

  • l’aspetto diagnostico
  • per la comprensione dei fattori che contribuiscono all’insorgenza della disfunzione
  • per la comprensione dei fattori che contribuiscono al mantenimento della disfunzione
  • per la terapia, cioè quando si stabilisce come si cura l’E.P.

Lo stress causato dal fallimento sessuale – e la successiva o pregressa crisi di coppia – tende a cronicizzarsi ed a riproporre la disfunzione durante i successivi momenti di intimità, come se ci fosse un copione che si ripete.

Tale circolo vizioso che correla stress ad E.P. ed E.P. a stress, alternando così causa ad effetto, va obbligatoriamente analizzato in sede anamnestica per evitare che la disfunzione sessuale possa autoperpetuarsi, attaccando l’autostima maschile e danneggiando la relazione in cui la sessualità abita.

Strategie fai da te dei pazienti, che rinforzano la disfunzione sessuale

Chi soffre di eiaculazione precoce, tende a non rivolgersi ad uno specialista per pudore e per vergogna, sperando che passi da sola.
Così, nel tempo, mette in scena tutta una serie di strategie fai da te altamente disfunzionali che, invece di evitare l’E.P., in realtà la mantengono in vita, anzi, la rinforzano.

Accanimento coitale

Il paziente cerca di avere più rapporti sessuali ravvicinati, compensando l’assenza di qualità sessuale con la quantità di rapporti, e sperando di aumentare il tempo dei rapporti successivi.
Questa strategia, ovviamente non adeguata, può essere adoperata soltanto da pazienti giovani con un periodo refrattario breve, nel tempo e con l’avanzare dell’età, non solo non è attuabile, ma spesso compare un deficit erettivo secondario all’E.P. non curata

Pensieri distraenti

Tra le leggende metropolitane pseudo curative, vi è quella correlata al “possibile utilizzo dell’immaginario disfunzionale”.
I pensieri distraenti che vengono prodotti dal paziente, hanno modalità catastrofiche ed ossessive.
I pazienti producono cioè immagini mentali nefaste e sgradevoli per la loro psiche/soma (per es. eventi traumatici, lutti, malattie, drammi familiari o personali, tradimenti).
Insomma, più che un momento d’amore sembra essere un compito in classe, sgradevole, strategico, ed ansiogeno.

Dolore fisico

Alcuni pazienti tendono a procurarsi dolore fisico durante la penetrazione, si auto-infliggono pizzicotti o si graffiano, nel tentativo di spostare l’attenzione dall’incontrollabile piacere sessuale al dolore fisico. In relata questa malsana strategia sposta si il Focus dal piacere al dolore, ma, in situazioni si assenza di un sentire adeguato, l’eiaculazione scappa via ancora più precocemente.

Spray o pomate anestetizzanti

Spesso i pazienti acquistano online, o senza prescrizione medica, pomate anestetizzanti nel tentativo di ridurre la sensibilità.
Nel tempo, questa strategia non solo rinforza la disfunzione, ma crea anche un disagio sessuale alla partner, anestetizzandola.
Tali strategie, oltre a rappresentare l’anti-appagemento per eccellenza, rappresentano la strada più breve per velocizzare il riflesso eiaculatorio, in quanto spostano l’attenzione dal controllo eiaculatorio ad altro.

L’E.P. non passa da sola, miracolosamente, ma va curata con competenza e scrupolosità.
La coppia, disagio dopo disagio, andrà in centro ad un’ inevitabile crisi di coppia.
Appariranno vissuti di insoddisfazione, di intimità deprivata ed una sensazione sgradevolissima di incompletezza della relazione.
Inoltre si può rilevare un aumento dei livelli di stress e, in generale, un peggioramento della qualità di vita.

Correlazione tra eiaculazione precoce e deficit erettivo

Eiaculazione precoce e deficit erettivo sono due disfunzioni sessuali maschili che, talvolta, sono strettamente correlate tra di loro.

Qualche nota sul deficit erettivo

Un tempo chiamato impotenza, il deficit erettivo è caratterizzato dalla “impossibilità a mantenere un’adeguata rigidità sufficiente per una prestazione soddisfacente per il soggetto“; è una disfunzione sessuale che compromette la seconda fase della risposta sessuale, cioè quella dell’eccitazione, e può non intaccare la fase del desiderio e la fare dell’orgasmo.
I pazienti che la sperimentano anche una sola volta nella vita, rimangono provati, destabilizzati e con una “memoria corporea” della disfunzione che gli farà compagnia intimità dopo intimità.

Apparentemente disgiunte, queste due disfunzioni sessuali maschili, sono spesso “l’una può essere causa dell’altra e viceversa”.
Il perpetuarsi nel tempo dell’esperienza dell’e.p., amplificata dal vissuto nefasto e di insoddisfazione della donna costituiscono il presupposto per l’instaurarsi e l’aggravarsi nel tempo delle difficoltà sessuali.
L’assenza o la vulnerabilità erettiva, rappresenta talvolta, una “strategia difensiva, ed inconscia” dell’uomo sofferente che, spaventato da un’ “estrema velocità della tempistica eiaculatoria”, inconsapevolmente, preferisce non avventurarsi in un fallimentare atto amoroso.

Diagnosi differenziale

È vero però, anche il contrario: una vulnerabilità erettiva non adeguatamente attenzionata, diagnosticata e, soprattutto, curata, può sfociare in episodi di eiaculazione precoce.
Il paziente non percependosi sicuro e presente alla sua erezione, preferisce eiaculare precocemente, prima di incorrere nella ansiogena possibilità di detumescenza prematura del pene.
Una diagnosi differenziale di tipo andro-sessuologico, che possa inquadrare al meglio le disfunzioni e comprendere l’etiologia, diventa il primo step da dover effettuare.

Cure e terapie contro l’eiaculazione precoce

La scelta del più opportuno approccio terapeutico per risolvere davvero l’E.P. va valutata alla luce dei risultati di una corretta valutazione diagnostica, costituita dalla valutazione psico-sessuologica e dalla visita andrologica.
I possibili protocolli terapeutici comprendono

  • counselling psicosessuologico
  • psicoterapia
  • terapia di coppia ad orientamento sessuologico
  • terapia farmacologica orale al bisogno o cronica
  • correzione chirurgica di pregresse problematiche
  • trattamento delle cause nei casi di eiaculazione precoce secondaria (ad esempio: trattamento della disfunzione erettile).

Oggi, senza dubbio, l’approccio più moderno è risolutivo, è la terapia combinata: farmacoterapia e terapia sessuologica.
L’unica in grado di sconfiggere l’E.P.

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