Vaginismo – sintomi, diagnosi e cura

Home/Vaginismo – sintomi, diagnosi e cura
Vaginismo – sintomi, diagnosi e cura 2017-06-09T20:11:20+00:00

Il vaginismo è una disfunzione sessuale complessa e sfaccettata che impedisce ogni forma di penetrazione, dal dito al pene, fino ad impedire ogni possibile visita ginecologica.
Il vaginismo compromette l’attività sessuale della donna, e di conseguenza il concepimento per vie naturali.
Può essere definito come un insieme di sintomi fobici, caratterizzati dalla paura del dolore misto ad ansia, dalla paura, dalla paura della paura, dalla paura del coito e dell’intimità.

Molte donne che si rivolgono a me per questa invalidante disfunzione sono donne “vergini adulte

Vaginismo, sintomi, diagnosi e cura

Come si manifesta il vaginismo

Il vaginismo è caratterizzato da uno “spasmo involontario” dei muscoli che stanno all’ingresso della vagina che paralizza la donna.
Questa sgradevole disfunzione sessuale è spesso amplificata e rinforzata da un ipertono dell’evelatore dell’ano, muscolo importante che, con la sua contrazione, impedisce ogni forma di penetrazione: dal dito, allo speculum, al pene del fidanzato o marito.

Il vaginismo, quando la paura e il dolore frenano l’amore

Le donne che soffrono di questa disfunzione sessuale, e che approdano al mio studio, sono donne dilaniate dalla sofferenza psichica e fisica, smarrite e confuse, abitate dall’angoscia, dal senso di colpa e di inadeguatezza nei confronti dei loro partners.
Sono donne totalmente terrorizzate dal percorso verso l’intimità, verso la sessualità ed anche dall’intravedere –pur desiderandolo – in chiara lontananza, la possibilità di diventare madri.
È però importante sottolineare che una donna che soffre di vaginismo, mediante la stimolazione del clitoride, può raggiungere comunque l’orgasmo.
Questa forma di piacere però, fa latitare nel tempo la diagnosi e la terapia.

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Quali emozioni

I racconti anamnestici delle donne contengono tutti quote infinite di  dolore e di sconforto, incomprensione e disorientamento.
Al suo esordio, spesso, il vaginismo non viene riconosciuto né dalla donna, né dal suo partner, viene spesso confuso con un evitamento dell’intimità su base ansiosa e/o morale, oppure viene letto come un comportamento tendente alla capricciosità ed all’infantilismo.
La  paura, la paura della paura, la paura del dolore e, per finire, la paura della penetrazione fanno da sovrane, e bloccano del tutto l’intimità.
In realtà, il dolore non viene quasi mai sperimentato, altrimenti si parlerebbe di “dispareunia” (dolore che la donna avverte nell’area della vagina o della pelvi durante un rapporto sessuale).
La donna si ferma molto prima del coito, impedendolo con tutte le sue forze fisiche e psichiche.

La paura anticipatoria ed a volte la memoria corporea di pregressi fallimentari tentativi, attivano nella donna una risposta traumatica, che sfocia nell’evitamento dell’intimità, a volte anche extra-coito, paralizzando la sfera emozionale, affettiva e relazionale.
Sono donne che lamentano di sentire “come un muro” di cemento che, dall’ambiente vaginale, si estende a tutta la persona ed ovviamente inficia, e paralizza, la relazione.

Il vaginismo si impossessa della loro anima, del loro corpo e della loro intimità.

Spesso, trattasi di donne che dopo avere tanto atteso – per motivi religiosi, o familiari –  un primo rapporto sessuale, non riescono a viverlo,  sprofondando in uno stato di angoscia e di inadeguatezza.
La donna, per paura, boicotta un possibile rapporto penetrativo, impedendolo con tutte le sue forze fisiche e psichiche, fino alla negazione dell’affettività e dell’intimità.

Il matrimonio vacilla, il partner si lamenta, la coppia va “finalmente” in crisi, e giunge in consultazione.

Lo stesso partner che prima aveva compreso, protetto, ed anche, rinforzato la sua donna.
Scatta il desiderio/bisogno di diventare genitori, ed iniziano i pellegrinaggi presso i più svariati medici, o apprendisti stregoni trovati facilmente online a poco prezzo.

Cosa fare i questi casi

La donna che ne soffre brancola a lungo nel buio, non sa a chi rivolgersi e spesso non viene compresa.
Non tutti, talvolta nemmeno i medici, conoscono il vaginismo e la donna viene trattata con modalità liquidatorie e semplicistiche,  lasciata quindi in balia della sua disfunzione.
Le donne vaginismiche approdano alla terapia spaurite, molto depresse e scoraggiate dall’impossibilità di diventare madri e di poter perdere il loro partner.
Oggi, fortunatamente, una “diagnosi precoce del vaginismo”, ha fatto si che ci sia stato un crescente aumento di richieste di consulenza.

L’anamnesi sessuologica del vaginismo

Nella mia esperienza clinica, l’anamnesi psico-sessuologica di queste donne evidenzia storie di vita emotive e familiari molto particolari.
Spesso, trattasi di donne che convivono con figure materne ingombranti  sul piano psichico; donne spesso sostitutive dei reali bisogni fisici e psichici delle figlie.
Sin da piccole, nel tentativo di assecondare le richieste materne, hanno tolto il panno troppo precocemente, imparando così in maniera disfunzionale a contrarre l’elevatore dell’ano, un grosso muscolo che viene poi ad essere coinvolto nel vaginismo.

Cause che concorrono all’insorgenza ed al mantenimento del vaginismo

  1. Rapporto conflittuale con l’immagine corporea
  2. Rapporto conflittuale ed ambivalente nei confronti della sessualità.
  3. Regole comportamentali, emotive  e cognitive, ereditate ed introiettate , spesso correlate ai divieti di tipo religioso
  4. Figure materne ingombranti e sostitutive dei bisogni delle figlie
  5. Ipertono dell’elevatore dell’ano
  6. Ambivalenza nel rapporto di coppia, in cui si manifesta il vaginismo
  7. Aspetto fobico correlato all’intimità ed alla sessualità.
  8. Educazione troppo rigida,  che non permette di accedere alla sfera del  piacere
  9. Un quadro d’ansia generalizzata, che spesso va oltre il sintomo offerto.
  10. Assenza di conoscenza della corporeità ed assenza dell’autoerotismo.
  11. Immaturità psicosessuale
  12. Talvolta il vaginismo, correla la presenza di  disturbi del comportamento oro-alimentare (anoressia e bulimia nervosa). In questi casi, il bisogno ossessivo di controllo sul cibo si estende anche al controllo della  sessualità
  13. Paura di un concepimento indesiderato e prematuro.

Uno sguardo alla coppia bianca

La coppia bianca è  spesso composta da una donna vaginismica e da un uomo con deficit erettivo.
Si chiama “coppia collusiva”, sin sono scelti in funzione delle loro disfunzioni sessuali e complicità d’anime.
Dal punto di vista sensoriale ed erotico, si tratta spesso di coppie arrivate al matrimonio “del tutto vergini ed inesperte”, inesperienza estendibile anche ai preliminari ed all’”alfabeto emozionale e sessuale”.
L’ inesperienza di entrambi può causare “approcci maldestri” e non consoni al mantenimento di un elevato grado di desiderio ed eccitazione.
Questi approcci inadeguati, possono procurare dolore alla donna,  ed al contempo possono anche predisporre all’evitamento ed alla paura, a scapito di un clima di gioco, di tenerezza e di “consapevolezza corporea”, caratteristiche indispensabili per una serena e ludica intimità amorosa.

Quale terapia per curare il vaginismo?

Diagnosi scrupolosa e competente, clinici formati per farsi carico di questa complessa e poliedrica disfunzione sessuale.
No al fai da te. No a terapie online.
No a clinici non adeguatamente formati.
Evitare di far passare tempo prezioso, perché la disfunzione sessuale tende a cronicizzarsi.
Passano gli anni e diminuiscono  le probabilità per diventare madri naturalmente.
Terapia psico-sessuale individuale o di coppia, oppure terapia combinata: farmacoterapia e terapia psico-sessuologica.

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

error: Content is protected !!