C’è un momento in cui una persona, che si tratti di un partner, di un amico o addirittura di un conoscente o sconosciuto, sente il bisogno impellente di svuotare su di te e dentro di te tutti i suoi disagi.
Deve avvenire subito, in quel preciso istante, a prescindere dal fatto che tu sia disponibile o abbia voglia o meno di ascoltarlo.
Frustrazioni, ansie, emozioni, contenuti gradevoli o sgradevoli della sua vita e anche dei suoi cari: tutti su di te, anzi dentro di te.
In quel preciso istante, quando lui o lei ne sente il bisogno impellente.
Una sorta di travaso maldestro e irruente dei suoi pesi interiori su di te.

Non ci troviamo in un setting terapeutico, dove il travaso delle emozioni e del proprio mondo interno avviene con gradualità e supervisione clinica nel terapeuta, ma ci troviamo a tavola, in camera da letto, sul divano, al bar, dentro la tua e-mail o addirittura via chat con perfetti sconosciuti.
La regola di questo sgradevole e ingravescente modus operandi è soltanto una: l’unidirezionalità, lui parta, tu incameri.
Non si tratta di uno scambio alla pari, di un dialogo amicale fatto di pause e di eleganti turni della comunicazione, ma una dimensione spazio-tempo in cui sei deputato a un ascolto passivo e subisci il pascolo abusivo nel tuo mondo interno da parte di chi ha deciso di adoperarti come uno svuota sacco emotivo.
Non sei un prescelto e nemmeno un eletto, sei colui o colei che si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato.
Segue la mancanza di consenso, perché l’interlocutore non ti chiede se per caso sei disponibile o meno all’ascolto, se è il momento giusto, o se per caso hai voglia o la possibilità di aiutarlo, se hai da fare o, trasgressione delle trasgressioni, addirittura come stai.
No, nulla di tutto questo: lo fa e basta, seguendo la sua impellenza interiore.
Un’ulteriore caratteristica di questa deriva figlia della modernità – chiaramente facilitata dalle nuove forme alternative di comunicazione – è la ripetitività.
Chi decide di adoperarti come uno svuota sacco emotivo continua a ripetere, come se fosse un disco incantato, il suo vissuto, il suo disagio, i suoi tormenti interiori, in totale assenza di responsabilità e di consapevolezza, oltre che dei propri e altrui limiti e confini.
Esiste il suo ego e le tue orecchie, e niente più.
Che si tratti di sabato, di domenica, della Santa Pasqua, di ora di pranzo, di cena o delle tre del mattino, quando qualcuno decide di adoperarti come svuota sacco emotivo non tiene conto del tuo mondo interno e nemmeno di quello esterno: lo fa e basta.
Continuo ad amare le persone che scelgono con cura le parole da non dire, come diceva la grandissima Alda Merini.
Ad amare profondamente la mia Giacomina che quando qualcuno, senza invito, profana la sua bolla prossemica, lei diventa felicemente recalcitrante. Altro che parole, servono gli zoccoli!

Chi ha piacere di ricevere i miei scritti e video in e-mail, può iscriversi in maniera gratuita alla mia newsletter settimanale e al mio canale YouTube.
Chi ha una questione di cuore da raccontarmi e gradirebbe una breve risposta può scrivere qui.

Seguimi su Facebook (clicca qui) e su Instagram (clicca qui) e guarda le mie foto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.

Consulenza online

Da oggi è possibile chiedere una consulenza online in tutta privacy e con la professionalità di sempre
Scopri di più
close-link
error: Il contenuto è protetto