In breve: Oggi undici luglio, per la giornata mondiale del cavallo, nasce un progetto del cuore.
📅 11 Luglio 2026 • ⏱️ 4 min di lettura
Oggi undici luglio, per la giornata mondiale del cavallo, nasce un progetto del cuore. Un progetto concreto che ha un obiettivo coraggioso e trasgressivo: sensibilizzare, informare, scaldare i cuori di chi ci leggerà.
Solitamente durante le giornate internazionali si parla a vanvera.
Si fanno manifestazioni, i social pullulano di post con buoni propositi, frasi fatte, frasi altrui fatte proprie, seguono eventi caratterizzati da un chiacchiericcio assordante, spesso finalizzato a sé stesso, e alla fine della giornata, a luci spente e a palcoscenici smontati, tutto torna esattamente come prima.
Noi abbiamo deciso di scendere in campo con l’unico strumento che conosciamo: la nostra penna. Utilizzeremo un inchiostro emotivo e parleremo sempre e soltanto ai lettori e dei lettori, al e del loro cuore, magari intrecciato con qualche criniera scarmigliata.
Perché parlare di asini e di cavalli?
Perché nonostante sembrino animali maestosi che calcano palcoscenici importanti, che saltano, ballano (dressage), vengono lucidati come trofei e abitano dentro delle stalle o dei maneggi a cinque stelle, sono degli animali profondamente penalizzati, talvolta dismessi come si farebbe con un abito che non si usa più o macellati.
Perché asini e cavalli?
Esiste un istante preciso, tra l’odore del fieno e il rumore ritmico del loro mangiare lento, in cui il confine tra noi e loro si sbiadisce sino a scomparire.
Non serve la sella, non servono i comandi e gli speroni, e non serve certamente la voce.
In quel momento, che tu sia davanti alla maestosità di un cavallo o alla fiera umiltà di un asino, accade qualcosa di magico: l’anima torna a casa e il cuore batte di più.
Questa rubrica, da oggi, su La Zampa, nasce per esplorare quel territorio di confine fatto di luci e di tante ombre.
Un luogo fatto di criniere intrecciate e scarmigliate, orecchie tese e sguardi profondi che sembrano leggere dentro di noi molto di più di quanto sappiamo fare noi stessi.
Abbiamo deciso di considerare gli animali qualcuno e non qualcosa, e ci piacerebbe contagiarvi.
Abbiamo scelto gli equidi perché loro non sanno mentire, perché sono delle prede e hanno le loro paure mentre ci mostrano le nostre, per poi curarle.
Un cavallo è senza dubbio lo specchio implacabile delle nostre fragilità e della nostra forza. Sente quello che siamo e che sentiamo, anche e soprattutto quello di cui non abbiamo coscienza.
Un asino è il custode della nostra pazienza o impazienza e della capacità di restare nel presente, in quel luogo che a noi umani non piace tanto: il qui e ora.
Il legame che ci unisce a questi animali non è fatto solo di lavoro o di sport, è un’alchimia ancestrale che ci sussurra che siamo parte della stessa terra.
In questo spazio quotidiano, per me settimanale, non parleremo di tecnica o di gestione dell’animale, non parleremo di gare sportive e di addestramento. Parleremo di storie. Di relazioni. Di empatia profonda. Del sentire prima del capire e del guardare e vedere. Racconteremo storie di guarigioni e di recupero di cuori a brandelli, di coppie prima sofferenti e poi riparate.
Di animali e persone: di relazioni.
Vi invitiamo a lasciare fuori dal recinto le preoccupazioni e le etichette e a mettervi in ascolto.
A volte per ritrovare la propria umanità è necessario guardare il mondo attraverso gli occhi di chi non ha bisogno di parole per comunicare.
Sono veramente onorata di essere una firma del giornale e di scrivere di quello che più mi sta a cuore: la cura e gli animali.
Benvenuti e buona lettura
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