Bromance

Siamo due maschi adulti entrambi di mezz’età, single, e ci siamo conosciuti sul posto di lavoro. Nasce una buona amicizia che sarebbe potuta essere ottima. Piano piano ci si conosce e ci si fida l’uno dell’altro. Si parla di affetti, paure, desideri, progetti, fede. Un’amicizia nata da adulti che non dà nulla per scontato: un’amicizia matura. L’ho spesso aiutato, sia in faccende burocratiche che sul lavoro, lui mi ha stimolato a prendermi cura del fisico, cosa che ho fatto con buoni risultati. Mi dice che sono speciale, che si sente al sicuro, che sono un appoggio per lui. All’improvviso mi chiede se provo attrazione per lui, gli dico di sì ma non sessuale, mi piace come persona, curata, buona, sincera. Mi dice che all’inizio pensava che io avessi desideri sessuali verso di lui (afferma di non aver problemi con i gay), che gli sarei potuto essere utile lavorativamente (in realtà non si è approfittato di nulla). Conclude che l’amicizia non può andare avanti. Me lo dice in lacrime, dice che vuol essere libero, che gli è successo con donne ma è la prima volta con un uomo. Gli scrivo che avrei desiderato una sorta di bromance, forse non capisce; segue il silenzio. Mi ha bloccato su whatsapp. Mi ha fatto star male, forse peggio di una storia d’amore finita perché nulla faceva presagire tale fine e perché tutto sembrava perfetto. E perché in una relazione d’amore si mette in conto una fine, nell’amicizia no. Mi spiace moltissimo perché le amicizie “datate” danno molto per scontato e non si parla con la stessa profondità che avevo con lui.

Gentile Signore,
non so nulla di lei, dei suoi affetti, delle sue eventuali lacune o solitudine del cuore e dei sensi. E nemmeno di lui. Cosa cercavate, anche in maniera inconscia, in questo legame e cosa in realtà vi ha dato o non ha dato.
In una relazione – amicale o amorosa – c’è sempre una versione ufficiale e una ufficiosa, inconscia, profonda, non traducibile in parole.
Una bromance, termine inglese dato della crasi tra brother, fratello, e romance, relazione amorosa, racconta dello stretto rapporto, non sessuale, tra due o più uomini. Ma non tutti hanno lo spazio interno e il cuore sgombro da paure e fantasmi per poterlo vivere. L’intimità spaventa. Può spaventare per paura di perdere la propria indipendenza o autonomia. Per paura che l’altro diventi asfittico. Per paura di derive erotiche.
Per dirle qualcosa di più sensato avrei bisogno di conoscerla in profondità.
Un caro saluto

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