Il mio compagno viaggia soltanto con sua mamma

Il mio non è un amore impossibile, non lo definirei così. Lui ha cinquantuno anni, è un uomo brillante, io ne ho quarantatré. Conviviamo da sette anni. Lui ha divorziato da una donna che teme, ha una bimba di otto anni che conosco da quando aveva un anno. Lui, da tempo, ha problemi di agorafobia: non abbiamo mai fatto nessun fine settimana, mai una vacanza o degli spostamenti, se non con sua mamma.
La nostra storia è in stallo. Lui non vuole né dei figli né un matrimonio. Questo mi logora ogni giorno e non riesco più a guardarlo con gli occhi dell’amore.

Gentile Lettrice,
a me sembra proprio un amore impossibile. Un amore con il freno a mano. Un amore spaventato e prudente. Un uomo tiranneggiato da due donne: l’ex moglie che teme e la mamma di cui ha bisogno per esistere.
E lei che ruolo ha nella vita del suo compagno? e perché si accontenta?
Perché il suo compagno non risolve l’agorafobia e si rivolge a un professionista-psicoterapeuta?
L’agorafobia, nel mio linguaggio, è un sintomo chiaro di disagio. È caratterizzata da una paura importante che diventa ansia eccessiva e somatica decisamente invalidante, soprattutto quando il paziente si trova in situazioni o luoghi da cui non è possibile scappare.
Da chi desidera scappare, secondo lei? Una madre che fa da psicologo a me odora di trappola più che di reale supporto.

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