Con questa domanda spiazzante il dr. Fulvio Cerutti conclude la nostra intervista, e mi consegna a riflessioni postume.
Perché bisognerebbe avere paura di essere felici? Sembra quasi una contraddizione in termini. E intanto, accade. E accade spesso.
La paura di essere felici tiene a bada la paura di essere abbandonati, e la paura di essere abbandonati impedisce di essere felici. Davvero.
Così, nella terra di mezzo, tra la partenza e l’approdo, senza partenza e senza approdo, al riparo e in pericolo, le due paure antitetiche impediscono di arrivare alla meta e compromettono il percorso.
La paura di essere abbandonati impedisce di abbandonarsi davvero al sentimento profondo ed elitario dell’amore: rimanere in bilico tra il concedersi e il proteggersi, camminando come un funambolo sulla linea invisibile del controllo e della paura di perdere il controllo, impedisce all’amore di nascere davvero e di diventare longevo e profondo.
Ogni cambiamento spaventa e porta con sé un’istanza mortifera.
Scegliere di correre il rischio di essere felici, significa avere coraggio, cambiare, andare avanti e non indietro, e non rimanere immobili, nelle sabbie mobili del sopravvivere al posto del vivere. Affezionati ai sintomi e al malessere del cuore.
Talvolta in questa geografia inesplorata ci fermiamo, altre volte ci impantaniamo, e altre volte ancora ci rimaniamo.
Essere responsabili della propria felicità e non relegare al partner la colpa dell’infelicità è un atto eroico ed erotico; significa renderlo destinatario di un privilegio e di un progetto.
Tutto questo è faticoso e spaventa.
Così, talvolta, nel mezzo del cammino della nostra vita in maniera inconsciamente intenzionale rimaniamo immobili proprio dove stiamo male. Dove sopravviviamo. Nella terra del non felice e non triste.
Assumersi la responsabilità della propria felicità e del cambiamento spaventa, i sintomi e la zona franca si travestono e indossano i pericolosi panni dell’abitudine. Rassicurante e confortevole.
Quindi, alla domanda del Dr. Cerutti: fa più paura essere felici o essere abbandonati? Risponderei: fa più paura essere sé stessi. Tra fragilità e compensazioni.