Avanti, dietro o accanto.
Tre luoghi del cuore corredati da emozioni e disagi che disegnano la geografia inesplorata dell’amore.
Quando si ama, si tende a occupare tutti gli spazi altrui. Leciti e illeciti. Disponibili o meno. Consegnati spontaneamente o derubati.
Si tende a silenziare ogni bisogno nel tentativo di ascoltare esclusivamente quello del partner amato.
Quando una coppia cammina sul binario del bisogno, ogni allontanamento, ogni scossa di assestamento, viene vissuta come un terremoto. Devastante e catastrofico.
Tentare di trovare la giusta distanza dal mondo dell’altro viene visto come un vero attentato terroristico alla stabilità, o immobilismo, della coppia.
Un gesto sovversivo, distorto e contorto, che uccide il sentimento più nobile che ci sia, invece di metterlo al riparo dalla saracinesca asfittica della simbiosi.
Durante il cammino della vita di una coppia, la tendenza alla fusione dovrebbe diventare equilibrio, e essere promossa a giusta distanza.
Talvolta può capitare che le certezze dell’uno siano le rinunce dell’altro.
Che la felicità indossi i panni della sottomissione, e che si travesti in altro da sé.
Che il consegnare al partner le chiavi di casa del proprio mondo interno, senza censure e stanze per sé stessi, rende la coppia fragile e a rischio di frana imminente.
La coppia è il luogo dell’incontro o del non incontro. Il contenitore e contenuto.
Molti partner rimangono legati con determinazione e fedeltà al rigore della simbiosi, a ciò che un tempo li tutelava dalle paure reciproche, e oggi diventa fame d’aria.
La giusta distanza è un luogo magico da abitare, non una galera da cui evadere.
La terra del rispetto e del desiderio. Dello spazio proprio, e di coppia.
Del silenzio e delle parole.
Il luogo scaldato e nutrito da quella meravigliosa diversità, che quando non minaccia arricchisce.
Quindi, accanto, è un posto bellissimo.