In breve: Per fare una coppia ci vuole il noi. Per fare il noi ci vuole l’Io, anzi ce ne vogliono due. Per fare l'Io ci vuole l’infanzia, due genitori, e tantissimo amore.

📅 25 Novembre 2018  •  ⏱️ 2 min di lettura


Per fare una coppia ci vuole il noi.
Per fare il noi ci vuole l’Io, anzi ce ne vogliono due.
Per fare l’Io ci vuole l’infanzia, due genitori, e tantissimo amore.
Per fare famiglia ci vuole il noi.
Quando nasce un amore, il cammino verso il noi non è immune da rischi e tentazioni; tentazione di scappare via e rischi di frana nel rimanere.
L’incontro tra due Io, strutturati e fragili al tempo stesso, è un gioco alla lotteria, una partita a carte con il destino.
Una guerriglia tra il disagio conosciuto e la felicità sconosciuta.
La strada verso il noi è lastricata di impegno e fatiche, di ansie e paure, di emozioni e sentimento; di erotismo e intimità, di momenti e ricordi.
La costruzione del noi è un’onda anomala, una marea che spinge verso il noi e si ritrae verso l’Io.
Nell’epoca di Io rattoppati e ricuciti, di fame d’amore e di solitudini mascherate, il noi spaventa e sembra più una minaccia che una conquista.
Ma una vita senza amore è come una notte senza giorno, così, al buio rassicurante della solitudine può sostituirsi lentamente la luce e il calore da fiducia e da mondo dell’altro.
Fidarsi, equivale al consegnarsi all’altro come un dono, sfidandolo di essere all’altezza del dono ricevuto.

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