Cari Lettori,
a furia di dire quando finirà e quando passerà, abbiamo corso il rischio di smarrire l’oggi, il tempo, e di trovarci con più ieri che domani nel cuore.
Sono stati due mesi molto difficili per tutti noi. Il virus ha portato con sé nuove e obbligatorie abitudini che ci hanno separato dalla nostra normalità, per trasferirci prontamente in un incubo abitato da paure e rinunce.
Siamo diventati sospettosi, diffidenti. Ci siamo fermati a debita distanza da ogni essere umano, anche e soprattutto il più caro. Per proteggerlo. Niente abbracci e baci. Niente genitori e nonni. Niente amori. Siamo stati catapultati in una dimensione di sospensione dalla realtà: messi in pausa dalle nostre vite, da quello che avevamo in itinere o di irrisolto, dal nostro tanto caro stress e da tutte le cose di cui ieri ci lamentavamo, ma oggi ci mancano da morire.
Ci manca tutto: i nostri affetti, per i più fortunati i genitori, gli amori e gli amici. A me mancano tanto anche i miei pazienti e le mie coppie litigiose. Mi manca molto andare al cimitero da mio papà: luogo dell’ascolto e del dialogo muto.
Ho cercato di farvi compagnia con quello che forse mi riesce meglio: scrivere di emozioni e di psiche.
Le mie riflessioni e i miei scritti vi hanno raggiunto anche in queste settimane buie e di reclusione.
Hanno fatto tanto bene a me, e spero anche a voi. Ho fatto dei piccoli video che parlano d’amore, di sessualità e di famiglia, di figli e di come gestire l’emergenza. E spero di avevi raggiunto anche con questi.
La mia rubrica sull’Amore su La Stampa ha ospitato una puntata in più sull’importanza dei ricordi in questo momento di carestia sensoriale; e ha offerto ai lettori la possibilità di richiedere una consulenza.
Siamo stati coerenti e coraggiosi, ci siamo rinchiusi in casa con le nostre paure e buchi nel cuore, passioni e mancanze, desideri e rimorsi. Amori lontani e vicini. Solitudini e compagnie. Con i nostri figli e con quelli che non abbiamo avuto. Con i nostri dolcissimi animali, la cui presenza scalda il cuore e ci obbliga alla cura e al prenderci cura.
Sono certa che a breve passerà tutto e metteremo il timbro dell’oblio a questo periodo assurdo delle nostre vite.
Sono anche certa che il dopo sarà il tempo dell’essenziale e dell’intimità ritrovata e assaporata. Terremo con noi e dentro di noi soltanto quello che amiamo davvero, che pensavamo di non amare e che abbiamo scoperto di amare più di prima. Lasceremo andare il superfluo, l’inutile, l’urticante, quello che fa male al corpo e al cuore. Baceremo tanto e bene. Daremo i baci che non abbiamo ancora dato, e ripasseremo con la memoria del cuore e dei sensi quelli dati che ci hanno fatto sentire vivi. Assaporeremo la vita e forse ce ne ubriacheremo, senza riserve e senza paure.
In attesa che tutto ciò accada, vi auguro una serena Pasqua, di attesa e di rinascita del cuore.
Ci rivediamo dopo le festività con nuovi scritti e nuovi video.
Con affetto
Valeria Randone

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