L’avviso di chiamata è quella sorta di marchingegno apparentemente utile e innocuo che lascia la linea telefonica sempre libera, nonostante tu sia beatamente al telefono.
E fin qui, sembra non esserci nulla di male. Prosegui indisturbato, continui la tua attività lavorativa o amorosa, e rimani al cellulare mentre dall’altra parte del cavo qualcun altro, ignaro e speranzoso di raggiungerti, continua a chiamare pensando che tu stia dormendo, sia impegnato, stia lavorando, sia stato colto da sordità fulminante e così via.
E invece? Hai l’avviso di chiamata! In sostanza, funziona così: tu parli, gli altri chiamano, tu non rispondi.
Da troglodita della tecnologia, dopo avere chattato con Toby che odio, l’assistente virtuale di Vofafone, mi chiedo che senso possa avere l’avviso di chiamata.
Se parli al telefono, e non hai nulla da nascondere, la linea risulta occupata, e il potenziale interlocutore se ne farà una ragione. Riproverà in seguito. Se non vuoi essere disturbato spegni il cellulare. Se sei al cinema o a teatro, stai lavorando, dormendo, azzeri la suoneria, e poi se ti va richiami.
Che senso ha fare trovare la linea sempre libera? E poi perché?
A questo punto mi vengono in mente i racconti dei miei pazienti orgogliosamente adulteri e delle loro telefonate fiume e hot con le più svariate amanti. (I pazienti sono donne e uomini e gli amanti anche, per evitare equivoci di genere).
La moglie o il marito ignaro dell’avviso di chiamata prova a raggiungere il partner e lui non risponde, vede la telefonata, quando può richiama millantando un impegno lavorativo in itinere o una sordità transitoria. Oppure, scusa poco credibile quanto abusata, il cellulare in autogestione ha tolto la suoneria da solo o ha inserito qualche misteriosa funzione parafulmini.

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