Caro 2021

Caro 2021,
benvenuto. Come puoi ben immaginare noi tutti confidiamo in Te. Nella tua magia e nella tua capacità (direi necessità) di riparazione. Siamo tutti molto provati, anzi, sopravvissuti, e abbiamo bisogno di tante cose buone e anche belle.
Tu sei risarcimento e rinascita, speranza e ottimismo. Sei la luce dopo il buio, ma forse sei la luce nel buio.
Abbiamo bisogno di te per crederci ancora, per amare ancora, per sognare ancora. Il tuo predecessore ha disseminato vittime e lacrime. Angosce e incertezze. Bare e canti. Dpcm mutanti e proibizioni. Ma adesso siamo pronti, anzi, prontissimi per ricominciare a vivere. Non vogliamo più sopravvivere, aspettare di vivere, sperare di vivere, vivere a zone gialle, arancione e rosse alterne; avere paura del tempo che verrà e attraversare notti insonni e risvegli in affanno.
Adesso basta.
Caro anno che verrai ti chiediamo di essere clemente con tutti noi perché siamo stanchi e maltrattati. Ti chiediamo di essere affettuoso e generoso, perché abbiamo bisogno di dolcezza e di protezione. Ti chiediamo opportunità e normalità, aria fresca in viso e su per le nostre narici, mani nelle mani e labbra nelle labbra. Ti chiediamo di farti abbraccio rassicurante che dolcemente ci riconsegna alle nostre vite.
Quelle vite sospese, che abbiamo respirato a malapena dentro una mascherina, tra affanni e distanziamento sociale, in attesa spasmodica che tutto fosse finito.
Adesso arrivi Tu, come un nuovo amore dopo un amore tossico, e vieni investito di tante speranze, di poche distanze e, speriamo, di tante vacanze. Tu sei colui che viene dopo. Sei il dopo pandemia. Il dopo angoscia. Il dopo morte.
Insieme a Te vogliamo tanta vita e vogliamo respirarla a pieni polmoni, senza paura che smettano di funzionare o si intasino di liquidi animali. Con Te non vogliamo più né missili né microbi, esigiamo speranza e futuro, tanta scienza e altrettanta coscienza. Tanta natura e altrettanto rispetto per questo mondo che ci ospita mentre tentiamo, indefessi, a renderlo inospitale danneggiandolo.
Non vogliamo più il paziente zero o uno, vogliamo l’ultimo e vogliamo tornare a vivere.
Benvenuto nuovo anno, sono certa che sarai speranza e alleanza, perché una cosa l’abbiamo capita: nessuno si salva da solo.

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