C’è chi sgomita e c’è chi muore

In un mondo che diventa sempre più mostruoso, c’è chi sgomita e c’è chi muore. Chi scia, nonostante tutto, e chi perde il lavoro e i cari, anche se non sono congiunti.
Tu, io, noi possiamo fare la differenza.
Possiamo essere gentili e accorti. Possiamo aspettare che passi o fare in modo che passi.
Possiamo essere attivi e fattivi, e non soltanto cattivi o emotivi.
Possiamo scegliere di indugiare dentro una scelta; riflettere, farla nostra o rifiutarla, portarla avanti o prenderne le distanze, nonostante tutto, nonostante tutti.
Possiamo provare a stare accanto a chi amiamo e distanti da chi non amiamo (come fanno gli animali). Esercitarci nell’arte della coerenza e non solo dell’apparenza, nonostante si pensi il contrario, è un esercizio faticoso ma fruttuoso.
Possiamo provare ad essere vicini, davvero, respirando ogni istante di tempo prezioso in compagnia delle persone care.
In attesa che passi, anche nel rispetto del distanziamento sociale, possiamo scegliere con chi stare, cosa fare e cosa non fare.
Scegliere è già un gesto d’amore, è un dono.
Stare con tutti per non stare con nessuno, invece, è un bieco compromesso che fa male al corpo e al cuore.
Quando sentiamo troppa nostalgia possiamo usare il ricordo. Possiamo decidere di andarlo a trovare, sempre se lui non viene a trovare noi, di abitarlo. Quel mondo onirico e magico, che nessuno ci può strappare via; il tempo un po’ lo impolvera e il cuore lo spolvera: una medicina per sentirci più vicini.
Oltre il sipario di questo anno drammatico c’è la vita. Sta a noi decidere di averne cura o di sgomitare per far sì che finisca presto. Per tutti.

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