Cironcisione fatta in casa. Bambino di cinque mesi muore

Taglia e cuci. Non stiamo parlando di un orlo, nel quale ci possiamo cimentare più o meno amatorialmete tutti noi.
Ma di una circoncisione, e per di più fatta in casa a un bambino di appena cinque mesi.
Il piccolo dopo essersi affacciato alla vita, ed essersi già scontrato con pregiudizi e false credenze, è morto nella notte tra venerdì e sabato all’ospedale Sant’Orsola di Bologna a causa degli esiti dell’intervento amatoriale.
I genitori di origine ghanese, senza rivolgersi ai medici, immagino per vergogna, pudore o delirio di onnipotenza di chi appartiene a una setta, hanno fatto tutto in autogestione.
La circoncisione assolve a svariati significati: religiosi, igienici, e sancisce l’appartenenza a una tribù.
Dalla quale è difficile, se non impossibile, prenderne le distanze senza subire il fascino malefico della manipolazione della mente e del cuore.
Adesso, mi chiedo, questi poveri genitori come faranno pace con la loro coscienza, e come sopravvivranno all’appartenenza alla tribù e ai sensi di colpa che questa scelta azzardata gli ha lasciato in dote?
Da mamma non trovo nessuna risposta, e da clinico nemmeno.
Sopravvivere a un figlio è la punizione più grande che ci sia.

Fonte: il Corriere della Sera

2 Commenti. Nuovo commento

  • Dottoressa ricordo che avevo 6 anni quando fui circonciso..i miei genitori mi portarono in ospedale, quei momenti prima dell’intervento li ricordo ancora…ero “coccolato” da tutti prima e dopo..questa notizia mi ha fatto pensare che quel bambino potevo essere anche io..viviamo un periodo storico “impegnativo” sotto ogni profilo.
    Buon Lavoro

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    • Valeria Randone
      25 Marzo 2019 16:04

      Buonasera e grazie per il suo racconto. La circoncisione è un intervento molto delicato anche dal punto di vista simbolico.
      È impensabile attuarlo in autogestione.
      Poveri genitori che sono rimasti!
      Un caro saluto

      Rispondi

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