Un uomo nudo. Non in spiaggia, non tra le lenzuola o per le strade della città, colto da malsano esibizionismo transitorio.
A colazione. E per di più in hotel.
Un signore, a colazione, per essere più precisi, durante tutte le colazioni della mia breve vacanza, ci ha allietati con la sua pancia in bella mostra.
Nuda, prominente, impertinente.
Puntuale, come l’alba di un nuovo giorno, si insinuava tra le torte profumate amorevolmente preparate dalla padrona di casa, il profumo del caffè fumante e i cereali.
Noncurante di null’altro che non fosse la sua libertà che purtroppo non termina dove inizia quella altrui, appare all’orizzonte in costume, a pancione nudo, armato di tanto coraggio o irriverenza.
Un corpo denudato ha sempre la sua fascinazione, racconta la sua storia e la sua sofferenza.
Ci dice da dove viene e dove vorrebbe andare, affascina ed evoca tenerezza.
Messi in salvo i bambini che non sono obbligati al pudore ma alla spontaneità, un adulto, uomo o donna che sia, bello o brutto, giovane o anziano, dovrebbe indossare il decoro e il buon senso.
In ogni dove. Per concedere agli ospiti lo spazio di una colazione fronte mare, non fronte pancia. Altrui.

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