Dal rosso passione al bianco assistenziale da corsia di ospedale.
Dove giace una sessualità moribonda, intubata con un respiratore artificiale, prima di esalare l’ultimo respiro.
Negli ultimi tempi ricevo tante e-mail di coppie che negli anni sono diventate bianche.
Si sono scelte sulla base della passione, dei sensi infiammati che scaldano e cementano il cuore, delle emozioni che diventano sentimento, ma si sono poi smarrite per strada, facendo avvizzire il loro amore sotto le rughe del tempo.
Non si sa per quale motivo e non si sa quando, ma con pazienza e costanza, un pezzetto in meno ogni giorno, hanno smesso di desiderarsi.
Talvolta non di rispettarsi, altre volte desiderando altrove.
Dormono l’uno accanto all’altro condividendo lo stesso materasso ma non gli stessi sogni. Corpi vicini e inconsci lontani.
Non si guardano con desiderio, non si sfiorano con un piede nemmeno per sbaglio, non bruciano di passione ma ardono di comprensione, o compassione, per come sono diventati: due cari coinquilini.
Coppie che hanno smarrito, o solo sbiadito, la mappa dei loro desideri; hanno iniziato il declino lungo il pendio del loro quotidiano per arenarsi nel torpore del silenzio dei sensi.
Una sessualità silenziata, messa precocemente in panchina, porta con sé notevoli rischi per l’umore, per il cuore e per il corpo.
Insomma, un grigiore generalizzato e diffuso.
Ogni disfunzione spesso ne copre un’altra, e un partner non desiderante cerca, con il potente lanternino dell’inconscio, un partner non desiderabile.
Coniugi impegnati con costanza nella costruzione della tomba familiare dell’erotismo, affinché possa riposare in pace.