Stare chiusi in casa è il modo migliore per fare un amatoriale tagliando salute dei rapporti affettivi e familiari. E perché no, qualche torta o qualche biscotto che profuma di riposo e di domenica.
Rimanere in casa a causa del coprifuoco coronavirus e non per libera scelta ci fa sprofondare in una situazione di sospensione dalla realtà, per trasferirci senza preavviso da quella esterna a quella interna.
Non c’è un’attività da poter fare perché la palestra è chiusa. Si lavora lo stretto necessario e ci si rintana al sicuro, in casa, lontani dagli esseri umani e dai luoghi di aggregazione. Niente cinema. Niente teatro. Niente centri commerciali. Luoghi di distrazione di massa dove stemperare la solitudine del cuore o la noia.
Le scuole sono chiuse e i figli sono obbligati a stare più tempo con i genitori. Nessuno scappa da nessun altro dopo pranzo, o salta il pranzo per correre qua o là, per fare inglese, nuoto, scherma, calcio.
Nessuno è altrove desiderando di essere in casa, per poi lamentarsi di essere stanco e sperare di rincasare in tempo per cena ma senza energie e tempo da dedicare agli affetti.
La prudenza da emergenza coronavirus ci inchioda alla verità e alla qualità dei nostri affetti.
C’è chi si rintana in cucina davanti ai fornelli perché il fare, talvolta, distrae dal sentire. Chi davanti alla sempre presente televisione, dispensatrice di serie tv, immagini e suoni.
Chi intrattiene rapporti intimi con il cellulare e con i social. Chi si stordisce con il cibo, stemperando la sofferenza silenziosa con i richiedenti succhi gastrici, nel tentativo vano di riempire i buchi nel cuore.
Chi trasloca dentro un libro o si tuffa nei ricordi del passato; e chi cerca di ricucire i legami sdruciti.
Gli arresti domiciliari inchiodano alla verità: a quello che abbiamo, a quello che abbiamo smarrito, a quello che avremmo voluto, a quello che non abbiamo più o non abbiamo mai avuto.
Chiusi in casa, imprigionati dentro la verità della nostra vita affettiva, tra bilanci, mezze verità e desideri, non possiamo mentire a noi stessi e nemmeno ai nostri cari.
La convivenza obbligata e forzata inchioda alla verità: dei legami e del cuore.

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