Dopo lo slow sex e lo slow food, oggi va di gran moda lo slow dating.
Nelle app per cuori solitari, o cuori falsamente solitari ma tristemente in coppia, c’è un ingorgo di profili di ogni genere, di maschere e di copioni.
I timidi diventano spavaldi.
Gli introversi, estroversi e audaci.
Gli impacciati, dei grandi seduttori.
I poveri di contenuti traslocano in chat per trovare partners dal facile utilizzo.
Nel poliedrico mondo del dating online si fanno strada app di tutti i tipi con lo scopro di organizzare appuntamenti hot, senza impegno e senza futuro, e con malattie sessualmente trasmissibili come dono da promiscuità.
Tinder con il suo geolocalizzatore, e le sue sorelle, con la lista delle preferenze caratteriali e sessuali, anzi, più sessuali che caratteriali, come se fosse la lista della spesa, lasciano un retrogusto amaro, e le anime sole rimangono solissime.
La freccia di Cupido è diventata digitale e i social sono diventati i vecchi e romantici bigliettini lasciati distrattamente alla Giulietta di turno.
L’amore ai tempi del web, però, non segue il ritmo delle nostre emozioni e sensazioni, non ci concede lo spazio e il tempo di accarezzarle dentro di noi per capire che percorso intraprendono, se lo intraprendono, o se si schiantano contro il muro dell’indifferenza e della diffidenza.
La chat, se sapientemente e strategicamente adoperata, diventa una sorta di soggiorno virtuale dove incontrare il potenziale pretendente, il luogo dell’altrove da abitare per conoscere se stessi in relazione all’altro.
I predatori che amano il fast dating e i falsi profili non amano il tempo dell’attesa, preferiscono invece trasferirsi altrove per cercare compulsivamente altre app.
La fisicità che segue le emozioni e l’attesa diventa un’intimità scaldata dal desiderio e dalla conoscenza, nutrita dalla mente e dall’immaginario, scevra dalla dimensione ansiogena della prestazione, non ricorda per niente la tanto abusata e inflazionata ginnastica coitale.
La modernità non smette di stupirci, così, a breve, anche Facebook si improvviserà Cupido, e si lancerà nel dating virtuale.
Gli utenti – preferibilmente maggiorenni, all’anagrafe e di cuore – dopo aver compilato un semplice questionario getteranno il cuore oltre l’ostacolo e aspetteranno con fiducia che l’algoritmo cerchi per loro una possibile anima gemella.
L’odore della pelle, il tono della voce e la buona educazione saranno i grandi assenti.
Non è facile passare dall’app a Cupido nel breve volgere di una chat, ma ci proveranno in tanti.
Caro, buon vecchio corteggiamento, quanto sentiamo la tua mancanza.
Un’inguaribile romantica.

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