Cosa saresti disposto a fare per amore? Meglio soli che male accompagnati

/Cosa saresti disposto a fare per amore? Meglio soli che male accompagnati

Le festività sono un momento di forzata e forzosa convivenza. Come ben sappiamo, non tutte le convivenze portano il timbro della felicità.
Ci sono persone sole, altre single, altre ancora sole stando in coppia.
Ci sono persone presenti di corpo e lontane di cuore, e lontane di cuore e presenti di corpo; in realtà, non c’è solitudine peggiore di quella che si vive stando in coppia.
Il termine single non incarna soltanto la dimensione di solitudine del cuore, ma molto di più.
Una scelta di vita, un modus vivendi e operandi, a prescindere dall’avere o meno un compagno di vita.
Una sorta di senza tetto dell’amore, un homeless per scelta.
Amore e coppia si, ma due case, due tetti e due letti!
Checché se ne dica, questa scelta apparentemente azzardata, potrebbe rappresentare l’elisir di lunga vita per la coppia che si candida alla longevità.
Il paradosso può indossare i panni della strategia: una dimensione di innamoramento e fidanzamento cronico, piuttosto dell’amore stabile, sbiadito e scontato.
Vivere da soli spalanca le porte alla creatività; scelta che solitamente si coniuga con il genere femminile.
Uno spazio mentale e fisico da concimare come si desidera: libri, amicizie, televisione e regole soggettive in funzione del proprio sentire, del proprio bioritmo e del più segreto volere.
Non stiamo parlando di donne (o uomini) sedotte e abbandonate, sole e ansiose, nevrotiche o depresse, zitelle o spaventate dell’amore, ma di donne autonome.
Donne autonome e innamorate, che amano la loro indipendenza più del partner amato. Un brivido inedito.

By |2018-12-14T14:31:45+00:0014 Dicembre, 2018|

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