L’intimità, quella vera, è rivelatrice di verità nascoste.
Consegnare le chiavi d’accesso a chi amiamo, che è ben altra cosa del fare sesso con lui, significa affacciarsi a un osservatorio privilegiato della psiche.
Altrui e propria.
C’è chi, quando ama, diventa geloso.
Chi possessivo.
Chi idealista, fino a prova contraria.
Chi scappa dall’amore.
Chi lo innaffia e lo cura.
Chi si innamora in ogni dove non amando mai davvero.
Chi confonde la solitudine per amore.
E chi la fragilità per coinvolgimento.
Chi sceglie supplenze affettive pur di non amare davvero.
Chi veleggia verso la quantità a scapito della qualità.
Insomma, il territorio del cuore è vasto e variegato.
Alcuni amori nascono, altri naufragano, e poi muoiono.
Quando nasce una coppia, l’empatia cognitiva, emozionale e sessuale porta due persone a riconoscersi prima e a scegliersi dopo.
A sintonizzarsi l’un l’altro anche in silenzio, anche nell’assenza.
Anche a distanza.
Talvolta, però, per gli strani casi della vita, dalle coperte si passa alle scoperte.
Scoperte che non sempre fanno bene al cuore e al progetto di vita a due.
Si può scoprire che l’uomo amato va a cena con altre donne, o faccia altro a nostra insaputa.
Che tradisca o che ometta particolari salienti della sua esistenza.
Che tessa inganni o intrattenga – il risultato non cambia – amicizie amorose non bene identificate.
Ai tempi dei social, si sa, le bugie hanno le gambe corte, così, la verità veste ogni zona d’ombra, e le omissioni e i tradimenti si trasformano in pugni in faccia.
Quando la trasparenza diventa dubbio la relazione diventa fragile, zoppicante, a rischio di frana.
Così, d’un tratto, la fiducia si estingue.
E l’amore muore.

Cerco di tradurre in parole le emozioni contrastanti che ricevo in email delle mie lettrici.
Il prossimo articolo sarà sulla fiducia.

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