Oggi avresti dovuto festeggiare il tuo compleanno.
Per te non era importante, ma lo era per me, per chi ti amava tanto e ti ama ancora.
Eri sempre dedito agli altri, a chi amavi e proteggevi.
Eri sempre disponibile e gentile, amavi l’ascolto – quello vero fatto di orecchie, cuore e testa -, parlavi poco, ma le tue parole, esattamente come pietre preziose, avevano un valore unico, indiscusso.
Agivano a lento rilascio, come un farmaco dopot, e scaldavano anche il cuore più indurito dalla vita.
La tua voce era calda, bassa e profonda, era intensa come il cielo siciliano di giugno, profonda come l’Etna e avvolgente come un caldo abbraccio.
Se chiudo gli occhi e cerco di rintracciare nella mia memoria i momenti della nostra vita durante i quali ti sei arrabbiato o hai alzato la voce, non riesco a trovarli.
E di anni insieme ne abbiamo trascorsi tanti.
Le tue mani mi mancano ogni giorno di più.
Erano l’estensione della tua mente: operose e sagge, grandi e calme, parlavano per te, e parlavano con me.
Sempre sapienti e disponibili, non sapevano cosa fosse la stanchezza, la noia o la possibilità di risparmiarsi.
Nelle tue vene convivevano fraternamente equilibrio e saggezza, altruismo e generosità.
Avevi il gene della creatività e dell’ingegno e niente era per te bianco o nero; trovavi sempre altre note di colore, nuove fragranze e nuove emozioni.
Caro papà, anche se sei in un altrove un po’ distante da questa terra, ti tengo sempre nel mio cuore.
È un posto sicuro e nient’affatto trafficato, un posto dove vieni a farmi visita spesso, ogni qualvolta ne ho voglia o bisogno.
Buon compleanno papà.