Dedicato a chi ha paura. A chi è solo per scelta o per necessità.
A chi ha paura di scegliere e di essere scelto, e ama a metà.
A chi non lascia il certo per l’incerto, il passato per il futuro e si smarrisce il presente.
A chi preferisce le mezze stagioni, del cuore e del corpo. A chi non attraversa il tempo incerto, il freddo e il buio per approdare poi al caldo e alla luce.
A chi considera le felicità un peccato o un’inutile trasgressione.
A chi non sente più niente e niente vuole sentire.
A chi spera nel miracolo ma non fa nulla perché accada.
A chi è rassegnato, immobile, imbavagliato al silenzio dei sensi e del cuore.
A chi ha imparato a difendersi costruendo muri di cinismo e di protezione; e aggiunge un mattone nuovo al di.
A chi vive in un matrimonio finito ma infinito.
A chi è faticosamente sposato, e sembra portare il peso del mondo sul collo ma continua a farlo.
A chi trova l’uomo giusto al momento sbagliato, e l’uomo sbagliato al momento giusto.
A chi compie una quantità impressionante di scelte sbagliate per riempire i buchi del cuore.
A chi le ripete : identiche e nel tempo. ( Nel mio linguaggio si chiama coazione a ripetere, ed è drammaticamente frequente).
A chi ha smesso di crederci e preferisce un animale a un partner, e un partner qualunque all’amore.
A chi non vuole impegni e naviga a vista, mosso da allergia fulminante ai legami e ai progetti.
A chi si abitua a una vita monocorde, refrattaria ai picchi emotivi.
A chi inciampa nella vita e non si rialza, ma si lamenta.
Agli innamorati di riserva, quelli che abitano in panchina, che aspettano che il lui (lei) lasci il trono di appartenenza.
A chi sta male credendo di stare bene, e a chi sta bene credendo di stare male.
Dedico a tutti i miei più cari auguri, nella speranza che questo nuovo anno sia stracolmo d’Amore e di coraggio.

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