Luglio è un mese carico di aspettative.
Porta sulle spalle le ultime fatiche di giugno, il caldo tanto atteso e tanto demonizzato, le ultime cose da dover fare e i saggi di fine anno.
È un mese affacciato al balcone di agosto, mese di solitudini e riparazioni. Di silenzi assordanti, del tempo dilatato e immobile.
Un mese che cammina sulle punte, come una ballerina di danza classica, in bilico tra aspettative e fallimenti.
Tra un eccesso di vita sociale e un eccesso di solitudine. Tra il pieno e il vuoto. Mese noioso e annoiato, stracolmo di insidie.
Luglio ha lo stato d’animo del sabato del villaggio: dell’attesa, del profumo, della speranza e del desiderio.
È di nuovo lunedì, è di nuovo luglio.
Se dai le spalle ad agosto puoi vedere i mesi trascorsi che ti hanno fatto compagnia.
Disposti in fila indiana. Ordinati e stanchi. Faticosi e affaticati.
Intravedi dicembre con le sue ultime vacanze lunghe, e ti sembra un miraggio o un ricordo.
Poi ti giri e dai le spalle a luglio, ecco che vedi agosto con i suoi abissi e il suo freddo.
Agosto è il mese di promesse non mantenute e di bilanci. Dell’attesa del riposo e della difficoltà a fermarsi.
È il mese che abita tra le illusioni di luglio e le disillusioni di settembre.
È un mese composto da trentuno giorni rossi, tutti in fila, e tutti tuoi.
Senza fretta e senza compulsione del vivere. È il mese dei tramonti e dei panorami: esterni e interni.
È un mese pericoloso e lento, durante il quale puoi inciampare in quello che hai maldestramente seppellito sotto il tappeto del non detto e della fretta.
Mese inerme e inerte, che ti blandisce con il suo mare calmo e ti brandisce con le sue minacce silenti.
Mese da maneggiare con cura.
Buon lunedì. Buon luglio a tutti noi.