Fatti più in là

Volto semi coperto. Labbra invisibili. Espressione amimica. Guanti e distanziamento sociale. Multati per uno slancio di entusiasmo o di affetto quando oltrepassiamo la nostra bolla prossemica in direzione bolla altrui.
La bolla é un luogo affascinante da abitare, da valicare o far valicare. Non è un posto per tutti: può essere abitata in maniera intermittente e la sua frequentazione non sempre è tutelata da un contratto a tempo indeterminato.
Noi tutti nasciamo con una bella bolla in dote che stabilisce lo spazio privato e quello sociale. Quello da fare oltrepassare e agli affetti e agli amori, e per i più socievoli o audaci, agli sconosciuti.
La bolla che ereditiamo quando nasciamo, come se fosse un pregiato corredo, dipende da tanti fattori. Da come e se veniamo amati. Da come e se veniamo toccati e accarezzati. Se ci viene instillata la diffidenza come se fosse un dono. La nostra bolla cresce o si rimpicciolisce in funzione delle batoste o dei risarcimenti della vita. Quando siamo felici e contenti la bolla sta buona e zitta, apre le porte del nostro mondo interno all’altro e il pugno di ferro si fa carezza. Quando siamo confusi e felici la bolla oscilla: ci protegge e ci espone, ci abbraccia e ci consegna al prossimo o al partner.
Gli amori meteora, gli amori presenti a intermittenza o tendenti alla fuga, hanno un rapporto ambivalente con la nostra bolla, e lei con noi, di conseguenza. Disorientano, disturbano, seducono e abbandonano, e la bolla mette in atto le sue strategie: ammortizza e stempera le calamità e le acidità.
La prossemica, bolle e goccioline a parte, è la scienza che studia lo spazio o le distanze che l’uomo adopera per lo comunicare o non comunicare. Per sedurre o per evitare un incontro. Per danzare verso il mondo e l’altro, per tenerlo a debita distanza.
Un territorio affascinante e utile in tempi di corteggiamenti in maschera, per sviluppare l’arte dell’ascolto dei gesti nel terreno del non incontro.

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  • Buonasera Dottoressa, complimenti, sempre, per il Suo ampio campo visivo mentale e per la sua capacità di spiegare con linguaggio, dicotomicamente, semplice e forbito, ogni meccanismo semeiologico comportamentale a 360 gradi. L’educazione, l’ambiente, gli studi, la religione, il lavoro forgino la bolla, ma l’emotività individuale è assolutamente temprata dalla famiglia e dal rapporto coi genitori, padre e madre in misura diversa. In realtà non è il mio campo però cerco di ricordare l’infanzia…..e credo non ci sia stato alcun cambiamento nel rapportarmi alle persone,…credo anche fortunatamente. Ciò che ci è stato insegnato in famiglia è di non oltrepassare il confine dell’umiltà e del rispetto, e trattare ogni persona come uno scrigno di conoscenza e di esperienza, dal più ricco al più povero, anche i più cattivi, in ogni caso ogni persona ha ragione. La bolla è anche il risultato della propria ingenuità (la più grande dote ed arma intellettuale esistente al mondo, dalla maggioranza disprezzata e umiliata…..disprezzo che al tempo stesso muore suicida, di fronte all’evidenza), l’ingenuità e di colui che possiede un pensiero e delle idee governate e trainate dalla purezza e dalla lucidità di un’Anima profumata che desidera il meglio per chi abbiamo di fronte. L’istinto e l’audacia virile e maschile non cambiano, perché impressi e direzionati geneticamente, ma cambia il modo di entrare a casa delle persone. Adesso, ci troviamo in una situazione in cui le porte di casa sono chiuse a chiunque. L’intero viso è il linguaggio del nostro universo, e i suoi monili, occhi, naso, “labbra “, sono contaminati e celati da una mascherina……e non c’è nutrimento. Speriamo solo di non saltare i pasti ancora per molto tempo, perché non si arrivi all’anoressia emotiva.

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