All’amore non si comanda: nemmeno in quarantena, in fase due, e tanto meno da amanti.
L’astinenza si fa necessità, il desiderio diventa cocente, l’immaginario azione, e anche l’integerrimo super scienziato scappa per incontrare la sua amante, amata.
Il professor Ferguson è stato colto in flagranza di reato amoroso: tra le braccia, questa volta non virtuali, della sua amante. Gli inglesi arrabbiati e mutilati della loro libertà per un bene più grande, quello dell’umanità, non lo hanno perdonato, bensì pedinato.
Gli amanti, amori di serie B, non sono stati considerati dal decreto, e la loro vita clandestina e claustrofobica permane nel girone di cor che son sospesi, sino alla fase tre. Più clandestini dei clandestini, più sospesi del loro solito essere sospesi. A tempo indeterminato.
La vita degli amori, tutti, è stata messa a dura prova dalla quarantena: dalla coabitazione e distanza.
Alcuni legami non sono sopravvissuti alla quarantena e alla separazione forzata: senza corpo e senza sensi. Distanza resa ancora più estrema e dolente dalla coabitazione, anch’essa forzata, con il partner ufficiale. Con colui che detiene il titolo di matito o di moglie.
Gli “amanti-covid” non hanno più voglia di rimanere intrappolati dentro uno schermo piatto, ma desiderano ardentemente inoltrarsi e addentrarsi tra le sinuosità del corpo dell’amato. Anche se l’amato non è legittimato dalla legge, dal decreto, da Conte, dalla loro coscienza.
Hanno deciso di scappare, così come ha fatto Ferguson, dal carcere di massima sorveglianza del codice pin.

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