Giorgio e Rosa e l’abbraccio muto

Gli amori d’altri tempi avevano il sapore dell’intensità e dell’eternità.
Della lotta, del sostegno e dell’aiuto. Del cammino condiviso. Dei figli e della fatica. E la magia dell’ultimo abbraccio.
Gli anni e le malattie li avevano resi fragili e forti, separati e uniti.
Giorgio e Rosa, dopo avere superato il Covid e lottato con un tumore, si sono dovuti separare. Avevano lottato in ospedale, sempre insieme, legati da quel filo invisibile che lega chi si ama e chi combatte come un guerriero per continuare a vivere con la persona che ha scelto come compagno di vita.
Rosa, proprio ieri, ha smesso di vivere, si è trasferita altrove e ha lasciato il suo Giorgio da solo.
La foto del loro ultimo abbraccio scattata da un’infermiera ha fatto il giro del web e ha scaldato il cuore di chi crede ancora nell’amore longevo e, forse, quello di chi non ci crede, per paura o per pudore.
Seduti l’uno accanto all’altra sul ciglio del letto d’ospedale, con i loro corpi esili e stanchi – ma non in esilio dal loro amore -, lui a viso scoperto e a pelle nuda, lei con la mascherina e i guanti.
Entrambi con una nuvola di capelli bianchi color neve, che gli incoronava e illuminava il volto solcato e impreziosito dal tempo.
In un’epoca di sentimenti sbandierati al vento dei social, nello spazio di quell’abbraccio muto c’è tutta la loro intensità e la loro storia. Un gesto che non ha bisogno di parole ma di eternità.
La memoria del cuore sopravvive a tutto, anche alla fine della vita, anche all’assenza dell’altro. Anche al tempo che scorre e anche alla morte.
A volte andar via è solo un modo per rimanere, in un’altra forma, ma sempre presenza.

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