Durante il fine settimana, la mia posta viene abitata da cuori infranti e da chi, dopo i fumi dell’alcol, non ricorda con chi ha fatto sesso la sera prima.
Ma forse i due ambiti non sono così tanto disgiunti tra di loro.
Va di gran moda il dating online, facilitato e amplificato da dosi massicce di alcol.
Pratica alcolica-erotica che ha un’impennata durante il fine settimana e i festivi, per deflettersi da lunedì a giovedì, giorni all’insegna della buona condotta.
I due protagonisti, in realtà antagonisti, di questa nuova modalità d’amare, sono i fumi dell’alcol e l’esame di realtà.
Elementi che difficilmente coesistono all’interno della stessa persona.
Il protagonista dell’incontro alcolico, il giorno dopo aver vissuto il rapporto sessuale con lo sconosciuto di turno, viene colto da un attacco acuto di sconforto e di solitudine estrema.
Ed ecco che il drink colpevole si coniuga in men che non si dica con una notevole quantità di rimorsi e di sorprese.
Prevale un senso di estraneità per il partner di una sera, un profondo e cupo senso di vuoto e di fastidio per il dopo, per proseguire con un quadro di disforia post-coitale.
Una sorta di stato depressivo post orgasmico, che tenderà a scemare con il passare dei giorni sino a lasciare nuovamente il posto a quel vuoto pregresso di cui il legittimo proprietario non si era occupato.
Il cerchio si chiude e il copione si ripete.
Quindi, ricapitolando, il “vino prepara i cuori e li rende più pronti alla passione”, come scriveva Ovidio, ma dovrà essere presente spazio e non vuoto, altrimenti il rischio è il precipizio postumo.