I pomodori, la salsa e la cura

/I pomodori, la salsa e la cura

Una mia dolcissima paziente, questa mattina, mi ha regalato due bottiglie.
Non di vino, ma di pomodori diventati salsa.
Noi in Sicilia facciamo le conserve per l’inverno, stagione rigida senza sole e senza pomodori.
Nelle famiglia matriarcali di un tempo, durante i mesi caldi quando il tempo sì dilata e accarezza con la sua lentezza, ci si riuniva tutti in una casa, e come un’amorevole catena di montaggio che vedeva coinvolte le nonne operose e i bambini anarchici, si facevano le bottiglie.
Era un lavoro faticoso, lungo, pieno di tasselli e dettagli, e di passaggi simbolici.
Le donne più anziane insegnavano vivendo, tra un pomodoro e un altro, raccontavano storie, avvenimenti, fatti e aneddoti.
La generazione di mezzo stava lì tra le origini e le ali, tra i genitori e i figli, beneficiando di una sensazione di benessere inebriata dal profumo della salsa calda e del basilico.
i più piccoli aiutavano e, unitamente alla salsa nelle bottiglie, mettevano dentro ricordi olfattivi, apprendimenti e vissuti condivisi.
Questa mattina, le due bottiglie mi hanno riportata alla mia infanzia con i suoi odori e sapori, e all’amore delle mie nonne.
Una delle cose più difficoltose della vita, che nessuno ci insegna a fare, è trasformare le trappole in trampolini.
Cadere e rialzarsi, evitando di rifare gli stessi errori – la nostra tanto cara coazione a ripetere, meccanismo psichico davvero pericoloso! -, soprattutto in amore.
Un pomodoro che da acerbo diventa maturo, e che da maturo diventa salsa grazie all’operosità di chi sa trasformare le cose, con amore e con costanza, è un insegnamento indelebile.
Un saper fare che corrisponde spesso a un saper essere, grazie al linguaggio muto dell’amore.
Nell’epoca della rottamazione permanente da società liquida, l’accudimento di pomodori e di persone, a me scalda il cuore.

By |2018-10-07T19:04:32+00:003 ottobre, 2018|

2 Comments

  1. Stefania 3 ottobre 2018 al 17:33 - Rispondi

    Mi fa davvero piacere che questo mio piccolo gesto le abbia fatto riaffiorare bei ricordi. Grazie infinite per questo Suo scritto, ha toccato le giuste corde.
    Un caro e affettuoso saluto

    • Valeria Randone 3 ottobre 2018 al 17:35 - Rispondi

      Un abbraccio caro

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