Il messaggio vocale e whatsapp. Un delirio ingravescente. L’Amore nostalgico

/Il messaggio vocale e whatsapp. Un delirio ingravescente. L’Amore nostalgico

Whatsapp appartiene ormai, per fortuna o per sciagura, alle nostre vite.
Scriviamo a tutti: amici, parenti e perfetti sconosciuti.
Tutto e di tutto un po’.
Così, oltre alla doppia spunta che ci annuncia l’avventura lettura del messaggio – che sancisce l’angoscia abbandonica postuma se la risposta non è estemporanea e compulsiva – le foto che invadono la nostra intimità, i video e, saltuariamente, qualche documento più o meno utile, abbiamo anche il messaggio vocale.
Quando parliamo di WhatsApp siamo nella terra del bisogno compulsivo di comunicare, di disturbare, di condividere.
Il messaggio vocale si presenta indossando i panni innocui dell’utilità, della facilità di utilizzo, e della praticità.
Chi lo invia può farlo in qualunque momento della sua vita, anche mentre guida, senza distogliere lo sguardo come quando è obbligato a scrivere.
Quindi, nessun effetto collaterale se non un crampo transitorio al pollice.
Chi lo riceve, in realtà, é libero di ascoltarlo quando può, o quando desidera.
Quindi, apparentemente, tra chi invia il messaggio e chi lo riceve c’è una sincronia rispettosa dello spazio privato altrui.
Se però andiamo oltre l’apparenza – deformazione professionale di chi fa il mio lavoro – possiamo notare come il messaggio vocale sia una manipolazione estrema della tua attenzione, una cattura a termine.
Sei obbligato ad ascoltare in religioso silenzio i contenuti altrui, senza poter interagire come quando, tra persone più o meno civili, ci si da il turno durante la comunicazione.
Così lo sguardo verso il basso sempre presente si arricchisce di nuovi scenari: chi recita monologhi al cellulare come se stesse parlando ad un amante paziente, e chi ascolta inebetito ed obbligato messaggi altrui.
Le nostre giornate dovranno superare indenni un lungo percorso ad ostacoli disseminato di email, telefonate, messaggi, ed anche messaggi vocali.
Talvolta rimpiango la vecchia linea fissa di casa e le romantiche cabine telefoniche con il lapidario gettone che sanciva un tempo a temine per la comunicazione.

By | 2018-04-05T09:43:36+00:00 5 aprile, 2018|

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