Il salto dell’ombelico

Mi è capitato più volte di vedere incastonate nei volti di molti dei miei pazienti delle espressioni di disgusto e di paura quando si parla dell’ombelico.
Una innocua parte del corpo, messa lì, al centro di tutto: tra testa e cuore. Come una gemma, sancisce il centro del ventre. Morbido, legnoso, con addominali scultorei o con un addome morbido e materno. Lui, l’ombelico, domina la scena, e ne sancisce il centro. Il baricentro.
Sin dall’antichità, quando il corpo era sacro e protetto da occhi indiscreti, prima che la vita online si sostituisse a quella offline, l’ombelico rappresentava un luogo corporeo molto affascinante e seduttivo.
Le donne lo esibivano durante alcune danze orientali per sedurre, per ricordare in maniera silente la loro forza riproduttiva e la capacità di accogliere una vita (prima di immaginare di poter affittare un utero altrui per procreare).
Nonostante l’ombelico sia un luogo corporeo estremamente simbolico e seduttivo, evoca sensazioni ambivalenti e contrastanti.
C’è chi non vuole che venga toccato, nemmeno per sbaglio, nemmeno durante l’intimità, quando il coinvolgimento e i sensi dovrebbero obnubilare ogni meccanismo di controllo.
Ma nonostante ciò, chi è allergico al proprio ombelico si pietrifica atterrito, e il desiderio piomba in un baratro chiamato silenzio del sensi.
C’è chi teme che il proprio ombelico emani un cattivo odore, o addirittura puzzi, così lo controlla con maniacale e chirurgica attenzione.
Chi lo associa alla maternità, al famigerato cordone ombelicale che inchioda alla perenne appartenenza del figlio cronico alla madre.
L’ombelico è la memoria dell’apparenza, del legame che va ben oltre il tempo e lo spazio, anche quando viene reciso. Il cordone talvolta si fa legame, altre volte cappio.
C’è chi, invece, ha pura. Paura di farsi male, di provare un solletico dalla difficile gestione. E chi fa la gimcana tra le posizioni dell’amore e le mani del partner per proteggersi dall’angoscia di essere toccati.
L’ombelico, misterioso e ambizioso, sembra essere un tunnel in direzione emozioni e viscere.
Cercare di comprendere il significato simbolico del tunnel rappresenta un valore aggiunto al rapporto con sé stessi e con il partner.

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