Il trafficante di sogni

Il trafficante di sogni è il narcisista. Senza ombra di dubbio. È colui, o con lei, che in barba a ogni regola morale e ogni percorso psichico lineare si insinua nelle pieghe delle fragilità altrui. Rimescola le carte, confonde, gioca a scacchi con la realtà e con l’affettività.
È colui che incanta, come il pifferaio magico, che inebria e che seduce (o almeno ci tenta prima di essere smascherato). È colui che porta a sé come farebbe un venditore di pentole.
Una sorta di Wanna Marchi del cuore: vende la sua merce perché non ha contenuti.
Incanta con le parole. Abusa con le parole. Ferisce con le parole, ma perisce soltanto con i fatti.
Le parole del trafficante di sogni prevalgono rispetto ai fatti, perché in realtà di fatti concreti ne fa ben pochi. Quando per virtù dello Spirito Santo, per una psicoterapia in corso, o grazie a una madre attenta, l’incantatore di serpenti viene smascherato e messo all’angolo, o al rogo, lui sparisce per un po’ ma in realtà non demorde.
Non molla la sua preda: ritorna. Ma in questo caso non è corretto dire “a volte ritornano”, ma “ritornano sempre”.
È il loro modus operandi amoroso, o manipolatorio. Esattamente come fanno i sintomi, lui ritorna. Esce dalla porta e rientra dalla fine sera. Inventa qualche scusa stravagante, millanta gentilezza e sincerità, fa gli occhi liquorosi come un cane davanti a un osso, ma ha il diavolo in corpo. Come sempre.
Scrive o parla come se stesse elargendo un favore, un’opportunità da prendere al volo. Perché come ama lui, come lavora lui, come vive lui, quanto è intelligente lui, e così via, non lo è nessuno al mondo. Quindi, lasciarsi scappare l’occasione della vita è quasi un sacrilegio. Ecco che la preda annaspata, entra in confusione, vacilla, si mette in discussione, dubita della sua intelligenza. Confonde la realtà chiara con la realtà che le viene proposta.
(In psicologia si chiama gaslighting, o in italiano manipolazione maligna. Una forma di manipolazione psicologica subdola, con note di cattiveria, nella quale vengono presentate alla vittima false informazioni con l’unico scopo di farla dubitare della sua stessa memoria, percezione, identità).
Insomma, il lupo travestito da pecora, anzi, da pecorella smarrita.
Tornando al trafficante di sogni che non si arrende e torna nella vita della sua preda, lo fa non per motivazioni auliche o etiche, ma perché non accetta la sconfitta. Perché si annoia. Perché ha avuto una relazione che non è andata bene o come immaginava e fa il confronto con il passato amoroso, sessuale e di sottomissione. Perché vuole continuare a disseminare magoni, lacrime e disagi.
Come diceva Alda Merini, la mia poetessa preferita, la miglior vendetta è sempre la felicità.
Continuo a pensare, e continuo a suggerirlo ai mie pazienti in panne, che oltre a riparare il cuore con un percorso di introspezione e consapevolezza ben fatto, una buona dose di felicità spolverizzata come si fa con lo zucchero a velo su tante pietanze rappresenta un amuleto anti-guai, e anti ricadute e inciampi del cuore.

1 Commento. Nuovo commento

  • Buonasera Dottoressa, indubbiamente la felicità è la miglior vendetta. Sinceramente, pur essendo stato vittima di una storia retta da due patologie…più mie che sue, a me non importa più niente di nessun componente della sua famiglia, visto che mi sono accorto che il narcisismo era la religione di famiglia e, soprattutto, dopo che mi sono accorto che non c’è stata mai nessuna storia, bensì, unicamente, sfruttamento, manipolazioni, estorsioni, e chi più ne ha ne metta.
    Oggi voglio trovare una donna in gamba, e, soprattutto, una donna che sia felice e orgogliosa di essere Donna, felice e convinta del suo ruolo, una Donna che mi stimi e che non mi sopporti.
    Sono grande, 49,e non ho mai avuto figli perché, anche con donne e moglie del passato, non ho mai avuto la percezione di essere amato abbastanza ed essere io la genesi di quell’amore incondizionato che deflagra il desiderio.
    Non sono maschilista ma credo che uomini e donne abbiano un ruolo, nella vita, in famiglia e ovunque. Altrimenti saremmo nati tutti dello stesso sesso.
    Oggi la Società ci propone più sessi di appartenenza proprio perché siamo usciti dalle nostre mansioni, e questo rende deboli i figli e l’uomo. La consapevolezza della debolezza, la stasi amotivazionale e l’instabilità dei ruoli sono sempre l’origine dell’aggressivita’.
    È paradossale, ma, di questo passo, aumenterà pure a dismisura la violenza sulle donne

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