In un periodo affollato da dirette, ho immaginato di fare un gioco con la fantasia: una diretta dall’inconscio.
Basta avere un profilo social su Instagram, Facebook o Twitter, che è possibile sbirciare le dirette altrui. Chiunque si improvvisa presentatore di sé stesso. Delle proprie prodezze oratorie o gastronomiche, intervallate da pillole di saggezza da postino del cuore e momenti della propria quarantena casalinga. Appaiono come funghi personal trainer virtuali, motivatori, love coach, scrittori, intrattenitori, influencer. Dirette video di pigiama party con tanto di maschere anti rughe per il viso, che in tempi di mascherine a me evocano angoscia, tutorial che spiegano magistralmente di tutto un po’: da come fare il lievito madre a come truccarsi, senza mai tralasciare la dieta lampo, i muscoli tonici, la pelle come la seta, l’amore romantico e l’immancabile sessualità. Al tempo di coronavirus, così come alcuni impostori si recano a casa degli anziani per fare dei tamponi falsi, anche il web pullula di millantatori e di apprendisti stregoni. L’ordine degli psicologi, per esempio, ha messo in guardia la popolazione da possibili falsi clinici che erogano consulenze online a prezzi modici. Il buon consiglio della nonna previo bonifico, senza competenze o titoli.
Aumentano i giorni di quarantena e aumentano a dismisura le dirette: piccolo spazio pubblicità del proprio privato, in attesa di riveder le stelle.
L’ego rimane il tratto dominante dell’epoca virtuale. Le giornate trascorrono a colpi di tweet e di post, di dirette e di gruppi di whatsapp: le “agenzie di stampa dell’Io”.
Quando si abbassa il sipario dei social appare la profondità dell’inconscio. Quel luogo misterioso che tiene le redini della nostra vita, e che conviene averlo amico piuttosto che nemico.
Quando lavoro con i pazienti e quando i meccanismi di difesa della psiche iniziano a lasciare spazio alla verità del loro mondo interno, iniziano le dirette. Le dirette dall’inconscio, e sono bellissime.
Dopo tanta nebulosa e al tempo stesso focosa intraprendenza del rimosso, dopo tanto desiderio e altrettanta paura, pian piano, diretta dipo diretta, i lapsus e gli atti mancati si trasformano in azioni e coraggio, e gli acting out in introspezione e calma.
Il linguaggio muto dei sintomi lascia il posto alle lacrime e alle parole.
Quando si solleva il sipario sull’inconscio appare la luce e anche la speranza.

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