Ogni partenza in realtà è un arrivo, e ogni arrivo è una nuova partenza.
Viandanti ma non vagabondi, partiamo di continuo e approdiamo in nuove terre: esterne e interne. Incontriamo viaggiatori e compagni di viaggio.
Con alcuni ci fermiamo, da altri scappiamo. Altri ancora ci rimangono dentro e per sempre. C’è chi divide con noi la sua vita e chi ci regala il suo tempo, candidandosi all’eternità.
Chi ci rende adulti e chi genitori. Chi ci fa incontrare la parte più fragile di noi e chi la tiene per mano e l’accarezza come se fosse la parte più sensuale del nostro corpo.
Chi ci mette a nudo e chi ci copre con una coperta di protezione e cura.
Chi ci ferisce e trafigge obbligandoci a risanare ogni strappo con perizia e costanza.
Chi spalanca le finestre e fa entrare aria e sole, chi ci toglie luce e vita. E chi fa entrambe le cose nello stesso momento.
In questo viaggio bizzarro che è la vita dove tutto sembra eterno ma non lo è, talvolta ci innamoriamo, altre volte pensiamo di esserlo. Camminiamo, ci affatichiamo, cadiamo e ci rialziamo. Talvolta ci fermiamo per poi ripartire più forti di prima, o almeno più saggi, o forse, soltanto più consapevoli.
Tra nuvole e abissi ci cibiamo di sogni e di desideri.
Quelli non realizzati diventano motore e forza, intensità e coraggio e ci spingono ad andare oltre e altrove. Quello già vissuti diventano ricordo e nostalgia.
Poi c’è il passato, quel serbatoio enorme di verità taciute e vissute, quel pozzo senza fondo inestinguibile, fatto di pezzetti di rimosso e di rievocato. Di bisogni e di paure.
E poi c’è la speranza. Colei che dicono sia l’ultima a morire.
La speranza di vivere meglio. Di amare ancora. Di riparare il passato. Di farlo diventare futuro. Insomma, di realizzare ancora i sogni affinché dal famigerato cassetto di trasferiscano alla realtà. Per renderla migliore.
Ancora e sempre in viaggio, direzione vita.