Quando desideri che qualcuno rimanga dentro di te per sempre, devi guardarlo intensamente, catturare la sua immagine con l’intensità del tuo sguardo e strizzare gli occhi.
La sua immagine scenderà dritta al cuore, e lì rimarrà per sempre.
Con questo racconto la mamma di due bambini li consegna a una coppia gay, suoi amici da sempre e per sempre, prima di ricoverarsi per un intevento al cervello.
In questo film-poesia-documentario-carezza per il cuore, Ozpetek dipinge magistralmente l’animo umano, e si addentra tra le pieghe della psiche coniugata all’amore e alla crisi di coppia, con uno sguardo più analitico di un terapeuta di coppia.
Gli elementi ci sono tutti: una madre algida e dominante che rende la vita della figlia impossibile, regalandole come dote la paura dell’amore e della coppia.
La protagonista, infatti, ha messo al mondo due figli con due uomini diversi, e vive da sola con quello che definisce davvero suo: i suoi bambini.
Una coppia gay, stanca e parzialmente aperta, luogo dell’affettività residua e del rassicurante quotidiano a scapito dell’erotismo e del sacro fuoco della passione, ci conduce per mano nei meandri della crisi di coppia.
Ci regala emozioni e commozione, rabbia e dolcezza, astio e riparazione.
La coppia, come tante del resto, utilizza amanti meteora il cui compito è lenire la paura di invecchiare e nutrire il narcisismo, ma in realtà, lasciano un solco invisibile di infelicità.
La coppia fa il percorso al contrario: da coppia in crisi diventa famiglia di due figli, e per di più altrui. E grazie alle emozioni contrastanti e virulente che questi bambini generano nei loro cuori, da famiglia tornano a essere coppia, per rimanere poi famiglia.
Seguono tanti personaggi, tutti dalla bravura disarmante, che il regista dissemina come corollario e che diventano garbatamente protagonisti anche loro, senza mai offuscare gli altri, regalandoci emozioni e introspezione.
La morte e la vita si inseguono, per camminare l’una a fianco all’altra in una donna che consegna i suoi bambini al dopo di lei.
La magia della colonna sonora recitata da Mina e il mare siciliano ci riconsegnano alle nostre vite, rese migliori da un film pensato e realizzato con così tanta intensità e garbo.

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