Ci sono amori e amori. C’è la voglia di amare che non diventa obbligatoriamente amore. Ci sono le meteore, i traghetti e i calessi sotto mentite spoglie.
Ci sono amori a prova di scasso, e quelli che lasciano socchiusa la porta d’ingresso nella speranza dell’intruso.
Ci sono amori che trasportano in un altrove inesplorato, abitato da intensità e passione, da presente e progetto. E quelli che si infrangono fragorosamente sul primo scoglio che emerge a pelo d’acqua, nonostante la navigazione sia immune da venti e mareggiate.
Ci sono amori che indossano i panni di Caronte, che aiutano a traghettare dal passato al futuro, ma che non diventano destinatari di un privilegio. Sono gli amori meteora, intensi come un temporale estivo, virulenti, ma tristemente a termine. Ci sono poi gli amori estivi, che scaldano i sensi e nutrono l’autostima; amori che vivono più nel ricordo che nella realtà, messi a dura prova dalle prime piogge settembrine.
Ci sono amori che occupano lo spazio di una separazione; come un antidepressivo riempiono tutti gli spazi vuoti per evitare di sentire la perdita, mossi dal nobile scopo di stemperare il dolore.
Ci sono poi gli amori accoglienti e accudenti, come una grande coperta. Che abbraccia e scalda, che protegge e rincuora. Che avvolge ma non stritola.
Sono gli amori sani, quelli longevi.
Quelli per i quali si investe, nei quali si crede, e gli si regala la possibilità di esprimersi in tutta la loro potenzialità.
Questi sono gli amori inespugnabili.
Come una fortezza circondata dal mare, diventano invalicabili regalando la sensazione di proteggere dalle intemperie della vita.
Sono gli amori dispensatori di sorrisi, che non hanno paura di far entrare aria, sole e vento. Cibo e doni, profumi e ricordi. Spazio e tempo condiviso.
La loro casa è la casa del piacere e non del bisogno, dello scambio e non del dominio. Della reciprocità e non del senso unico. Del rispetto e non della prevaricazione. Del dare e non soltanto del ricevere.
Ecco, questi sono gli amori adulti.