Ognuno di noi ha la propria Africa. Reale o metaforica.
L’Africa è la terra dell’intensità. Del cammino. Della trasformazione. Della ricchezza e della povertà. Della morte e della vita. Degli eccessi.
È la terra che ti avvolge con la sua storia di sofferenza da pelle nera, che ti strappa le viscere e ti fa battere il cuore senza sosta; che ti fa venire una voglia acuta di fare qualcosa.
Non sai bene cosa, ma qualcosa.
L’Africa è la terra del cielo plumbeo e dell’acqua improvvisa.
Della vegetazione generosa. Delle nuvole e delle magie. Del sole cocente sulla pelle. Dei tramonti mozzafiato e dei sogni nel cassetto.
L’Africa è uno stato d’animo e la speranza di una vita migliore.
È la fatica e l’impegno.
È il sapore delle piccole cose che diventano grandi.
Dei bambini dagli occhi profondi e sorridenti, nonostante tutto.
Della natura rigogliosa, spensierata e contagiosa, della frutta dal sapore smarrito e dal colore deciso.
L’Africa è lo sguardo di mia figlia con un bambino in braccio, e di una mamma che mi parla senza parole.
L’Africa è la terra degli animali della savana e del cerchio della vita dove tutto ha un senso e una logica.
L’Africa è la terra del bracconaggio, della caccia ai corni magici e propiziatori, e dei ranger che diventano dei supereroi.
L’Africa è la patria delle antilopi, dei pinguini e degli sciacalli che rimangono fedeli a vita ai loro compagni di vita e di viaggio.
L’Africa è una scimmietta che fa colazione con te al mattino, e ti ruba i biscotti e un sorriso; degli elefanti che con la loro intelligenza e il loro cuore, che pesa ben ventotto chili, rapiscono il tuo di cuore.
In maniera irreversibile.
L’Africa è quell’emozione che ti rimane appiccicata addosso fino alla tua prossima Africa.

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