Taormina sotto il sole di giugno dovrebbe far parte del patrimonio dell’umanità.
Passeggiavo in spiaggia in perfetta solitudine, quando ho incrociato lo sguardo di una turista americana, così ho pensato di ripassare un po’ d’inglese fronte mare.
La giovane donna, felice di scambiare due chiacchiere – le mie molto poco chiare, le sue perfettamente inglesi -, mi dice sin da subito che Taormina è davvero bellissima.
Come non essere d’accordo con lei.
E sin qui ci siamo.
Prosegue dicendomi che in Sicilia si mangia benissimo, il cibo è di qualità e a buon prezzo.
E io sono perfettamente d’accordo con lei, oltre ad averla compresa perfettamente.
Prosegue dicendomi che gli uomini italiani sono delle vere rarità, eleganti ed unici al mondo.
A questo punto mi chiedo chi avrà mai visto tra queste rarità di eleganza? Gassman, Agnelli, Giannini?
Oppure si stava riferendo a Fedez, Corona, o a qualche spiaggiante siciliano al quale mi sarò assuefatta?
Conclusosi il nostro breve scambio, sono riemersa dalla mia solitudine e mi sono messa a osservare con sguardo clinico ed indagatore la spiaggia.
I tatuati, depilati e lucidi, battevano dieci a zero i signori di mezz’età con le loro pance sontuose in bella mostra.
I cellulari con le loro suonerie superavano il rumore delle onde del mare – ed oggi il mare in Sicilia è forza cinque con tanto di bandiera rossa -, ricordando le balere con musica latino americana o Ravazzi con Andiamo a comandare.
Bagnanti corredati da auricolari sporgenti come protesi attaccati vistosamente alle orecchie prescelte.
Seguono le collane d’oro alla Corona penzolanti su pettorali più o meno villosi, o più o meno depilati.
E per concludere, tatuaggi con nomi dei figli, delle ex donne, dei cani, cuori infranti, tribali, e leoni africani.
Ad un certo punto, chiudo gli occhi e faccio un tuffo indietro nel tempo.
I miei ricordi d’infanzia sono tornati prepotentemente a farmi compagnia, così mi è tornato in mente mio padre, austero e dolcissimo, che mi proibiva di chiamarlo ad alta voce nemmeno in prossimità di un imminente annegamento, per non disturbare i vicini.
A questo punto la nostalgia mi aveva rapita, e aveva occupato tutte le stanze della mia anima; forse l’unica cosa da fare davvero era studiare bene l’inglese.
Immagino di non aver capito cosa mi volesse dire la turista.