La voce, un caldo abbraccio

/La voce, un caldo abbraccio

C’è chi abbraccia con le braccia, chi con le parole scritte, chi con la mente, e chi con la voce.
Già in utero veniamo cullati dal dondolio regressivo del liquido amniotico e dalle vibrazioni delle parole di chi ci ama e ci tiene a bordo.
Crescendo smarriamo l’importanza del tono di voce – della nostra e di quella altrui – spostando l’ago della bilancia a favore della correttezza del linguaggio e dei contenuti.
Cresciamo, studiamo, lavoriamo, ci innamoriamo e smettiamo di farlo.
Andiamo avanti, ed anche indietro, talvolta, per inerzia, travolti e stravolti dal frastuono del mondo che tacita, il più delle volte, il nostro rumorio interiore.
Poi, un giorno, per un motivo o per un altro, per un incontro o un ascolto, ci accorgiamo del potere della voce.
La voce crea immagini, si sostituisce alla scrittura, ed arriva in una zona privata della nostra anima: talvolta inebriandola, altre volte irritandola.
La voce accarezza, avvolge ed abbraccia.
Può essere sensuale e rassicurante, regressiva e curativa, affettuosa e generosa.
Può irritare ed irretire, offendere o lasciare indifferenti.
Può guidare l’ascoltatore come il pifferaio magico, può incantarlo e sedurlo, ma può anche disturbarlo o oltraggiarlo.
Può entrare in contatto con le emozioni più profonde di chi parla e di chi ascolta, ma può anche creare confusione ed entrare in collisione con i suoi contenuti verbali.
Un contenuto, importante, sensuale, intrigante o intelligente, quando non viene seguito da un tono di voce avvolgente e congruo, smarrisce la sua meta, ed irrita con il suo percorso.
Una voce bassa e suadente, di chi sa che il tono conta più del volume, è una voce che sa di buono e profuma di casa e di rosmarino.

By |2018-09-08T14:11:37+00:008 settembre, 2018|

Scrivi un commento

error: Content is protected !!