La fantasia è l’amante della realtà. L’avvolge e la inebria con una manciata di sogno e una buona dose di speranza. È colei che ci salva la vita. Che ci indora le pillole di quotidiano con variegate e inesauribili emozioni Che ci abbraccia e ci traferisce in quell’altrove dove poter sperare ancora.
La fantasia non ha il compito di aggiustare il mondo ma di raccontarlo, con un linguaggio altro che ci porti altrove. E nel raccontarlo lo migliora per far si che la speranza diventi realtà, sostituendosi al non è possibile, al non è attuabile. All’immobilismo del vivere con la sua scontentezza e scontatezza.
Alla noia e alla sua amica di sempre: la rassegnazione.
La fantasia è un abbraccio che ci cinge la vita, nel quale abitare quando siamo stanchi o sconfortati.   Non è una fuga dalla realtà, ma la realtà arricchita e abbellita.  È quella spezia che dovremmo adoperare su ogni atto della vita quotidiana per renderla unica, magica, nostra.
In questo gioco a nascondino tra realtà e fantasia, talvolta scappiamo  dalla prima per rintanarci nella seconda, altre volte utilizziamo la seconda per migliorare la prima.
Come scriveva Friedrich Nietzsche, il principale nemico della creatività rimane il buonsenso.

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