Le maree africane e la manipolazione

Qualche giorno addietro, insieme a una paziente che ha momentaneamente smarrito la luce, manipolata da un incantatore di serpenti, riflettevamo sulle maree africane.
Su quello spettacolo a dir poco magico e su quei colori argentei che ti stregano e ti trasportano altrove.
In Africa, ogni sei ore, il mare sparisce e mostra in maniera chiara e limpida il suo fondale: detriti, conchiglie e meraviglie, ricci e coralli con i quali puoi farti del male. Passeggi, respiri a pieni polmoni, arrivi sino all’orizzonte e ti incanti, ma in fondo aspetti l’acqua.
Poi, dopo sei ore esatte, puntuale come un orologio svizzero, pian piano, il mare torna e te.
Tu non vedi più niente. L’acqua risale, ti arriva sino al collo e non puoi fare altro che tentare di galleggiare, assecondandola.
La metafora della ciclicità delle maree africane ricalca e ricorda la ciclicità delle ricadute amorose nei casi di dipendenza affettiva.

Il ciclo di potere e sottrazione

Nel legame tossico la fase della marea e della pienezza corrisponde senza dubbio al love bombing. Il manipolatore o la manipolatrice ti inonda di attenzioni e promesse, di sguardi e di lusinghe. Ti senti abbracciato, avvolto, ma il fondale che non riesci più a vedere contiene tante ma tante insidie. Tutto appare pieno, fluido, meravigliosamente avvolgente.
Segue, in maniera ciclica, la fase della sottrazione, della punizione, del ghosting, del nulla.
In questa fase di secca emotiva, la vittima sembra un pesce in una pozzanghera. Annaspa. Boccheggia. Cerca l’acqua che prima la sosteneva.
Appare, anche lei puntuale come un orologio svizzero, la ricaduta.
Il manipolatore usa il ritmo delle maree – esserci, non esserci – come rinforzo intermittente: una delle droghe più potenti che ci siano.

Qualche strategia

-Comprendere il meccanismo
-Conoscere i sintomi delle ricadute
-Riconoscere il divario tra idealità e realtà (non ti manca lui o lei, ma quello che pensavi che fosse e ti manca, soprattutto, la dose: sei dipendente dal sollievo che provi quando il mare torna pur di non vedere i detriti).
-Osservare il fondale senza maschera
-Farsi aiutare da un professionista (vero!).

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