Si chiamava BB messanger.
Era innovativa, riservata, blindata. Una chat austera e avvolgente, una seconda pelle.
Nulla a che vedere con il suo successore: whatsapp.
La scaricavi, seguendo una procedura non facile quindi più affascinante, e dopo averlo fatto stabilivi chi invitare a far parte del tuo luogo dell’altrove virtuale.
E cosa ancora più d’altri tempi, il prescelto doveva accettare il tuo invito, altrimenti non potevi permetterti di parlare con lui.
C’eravate soltanto voi.
Due, tre o più di tre, ma soltanto gli invitati a corte, nessun imbucato.
Intrufolarsi, prendere un numero di cellulare online, salvarlo, sbirciare foto e stato, e iniziare a scrivere a perfetti sconosciuti, era praticamente impossibile.
La chat del BlackBerry, inoltre, proprio perché discreta e austera – insomma, d’altri tempi – non ti diceva se il tuo interlocutore era online, se aveva visualizzato e non aveva voglia di rispondere, non ti forniva il suo orario d’accesso.
Così, nel caso fosse insonne e stava online alle tre di notte, non significava che fosse obbligatoriamente adultero o stalker.
Non aveva nemmeno l’ansiogena doppia spunta blu che ammanetta all’urgenza.
Insomma, era un parco giochi della comunicazione segreta.
Regalava un senso di casa, di protezione e di cura delle parole scritte.
Addirittura, in tempi non sospetti dell’innovazione tecnologica, nel caso di invii audaci, sgrammaticati o destabilizzanti, potevi anche ritirare quello che avevi inviato.
Mentre Whatsapp è approdato a questa conquista soltanto di recente.
Da inguaribile romantica e nostalgica, cara vecchia chat del BlackBerry, detta BB per gli amici, mi mancherai.

Fonte: La Stampa

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