Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura
dove la dritta via era smarrita.
Luogo della perdizione e dei piaceri della carne, della lussuria e dei suoi peccatori, i lussuriosi.
La selva oscura, nel mio linguaggio, rappresenta l’oscurità delle pulsioni che abitano l’inconscio.
Le leve che muovono le fila di molte dipendenze: del passato e odierne.
Con il termine lussuria si intende il totale abbandono ai piaceri del sesso; un desiderio ossessivo e smodato di soddisfare tali pulsioni.
Per la religione equivale al vivere nel peccato, senza regole morali e senza capacità di discernimento tra ciò che è morale e ciò che non lo è.
Tra i vizi capitali, la lussuria, consegna l’uomo alla dipendenza. Alla mancanza di freni inibitori. Alla ricerca spasmodica e sfrenata di un immediato e continuativo soddisfacimento sessuale.
Ai piaceri della carne.
Abbandoniamo per un attimo Dante e il cattolicesimo, e trasferiamoci ai tempi del web, la lussuria si trasforma in sex addicion, o ipersessualità o dipendenza da sesso.
Le dipendenza di oggi si dividono in dipendenze con sostanza e senza sostanza.
Quest’ultime, in contrapposizione a quelle del passato, ma sempre in auge, sono quelle da internet, sesso online e gioco d’azzardo.
Il paziente non ingerisce alcool, cibo o droghe, ma va a ricercare le sensazioni di euforia, eccitazione e benessere date dal comportamento dipendente.
Non tutti rimangono agganciati all’amo lussureggiante e luccicante della dipendenza da sesso, le “personalità dipendenti” sono le più a rischio.
Il sesso viene del tutto e per tutto dissociato dalla dimensione relazionale e di amorosi sensi per diventare compensazione di un disagio, di una mancanza, di una voragine pregressa o attuale.
Diventa un ansiolitico, un ipnoinduttore, un surrogato, una supplenza affettiva.
Tutto, tranne che sessualità.
Quando il giornalista durante una chiacchierata preliminare mi ha detto “se dico lussuria, a lei cosa viene in mente?”, gli ho risposto: “la fatica del mio liceo classico, niente di scientificamente riconosciuto!”

Di questo e tanto altro parlerò martedì 3 settembre in radio 24. La radio de Il Sole 24 Ore.

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