Ogni tanto ti accorgi che il cuore può battere in tante parti del corpo.
Non pensavi che potesse accadere.
Lo immagini un muscolo, che pulsa per tenerti in vita, e intanto, ogni tanto succede. Succede che batte senza chiederti il permesso. Succede che decelera, poi accelera, poi si sposta.
Ti batte in pancia, in gola, dentro i polsi. Dentro le vene. Ti attraversa, ti ricorda che lui c’è, e che tu sei viva.
Risale sino alle tempie.
È sempre lui, che ha iniziato a dialogare con te.
Lui che brandisce verità inconfutabili, che ha deciso di ricordarti che non solo esiste, ma che sarebbe utile ascoltarlo, perché può rappresentare una bussola, un faro nella notte della ragione e della guarigione.
Un indicatore di strade da seguire e da evitare, perché quello che il cuore sente oggi, la mente comprende domani.
Con i suoi rintocchi, ti regala preziose informazioni sulle emozioni che stai provando e su quelle che pensavi di avere smarrito, ti dice se sono intense, meno intense, virulente, tremendamente dolorose.
Batte quando gli pare e se ne infischia della tua razionalità. Non scende a compromessi con niente e nessuno.
A volte, ti protegge da te stesso.
Non comunica con la tua mente, spesso, la raggira amabilmente.
E ogni tanto nella vita, sembra avere una vita a sé.
Una vita dentro la vita.
Ecco, questo è il ruolo del nostro cuore.
Durante gli equilibrismi tra mente e cuore, tra desiderio e ragione, tra passione e pulsione, tra incontri amorosi e dolorosi, si rompe.
Si frantuma oltre ogni possibilità di riparazione, ma il tempo con i suoi balsami, e gli “aggiusta cuori” – come mi ha simpaticamente definita il dr.Fulvio Cerutti nel mio ultimo libro -, possono riportarlo a battere esattamente, se non più intensamente di prima.