Amare e sentirsi amati rimane tra le esperienze più intense e riparatrici che ci siano.
Ci sono dei periodi della vita ad alta pericolosità: lenti, intrisi d’attesa e di speranza.
Il tempo dilatato del passato irrisolto, scosso e percosso dalla speranza di un futuro migliore, apre le porte ai miraggi affettivi.
Alle supplenze del cuore. Ai calessi travestiti da amore.
Un uomo meraviglioso e presente, che sbuca dal web per sanare solitudini mascherate e cuori infranti, per far brillare gli occhi e accelerare i battiti cardiaci, viene accolto senza remore come se fosse un regalo del destino.
Da Pamela Prati in poi, si è portati a pensare che certi incontri siano patrimonio esclusivo dei vip o delle persone sole, in realtà, Mark Caltagirone è l’emblema della compensazione. Della riparazione. Della frode affettiva e del meccanismo psichico detto negazione.
Della bugia bianca che, ogni tanto nella vita, accarezza e abbraccia. Della psicoterapia amatoriale il cui rischio è inversamente proporzionale al costo.
Nessuno di noi è immune dalla possibilità di prendere un abbaglio, confondendolo per incontro.
Il signor Caltagirone rappresenta un tentativo di fuga dalla realtà.
Il principe azzurro un po’ meno azzurro del solito, insomma, l’incontro sbagliato nel momento giusto della vita.
Quello di fragilità estrema.
Quando si sceglie più o meno inconsciamente di concedere a un amore un’ulteriore menzogna.
Mark Caltagirone rappresenta l’evasione sentimentale, l’allegria che scorre nelle vene, la promessa non mantenuta che vive nella fantasia e nel pc e che la realtà non impolvera e deturpa; la scarica di adrenalina, il sogno, la magia.
Mark Caltagirone, in un modo o nell’altro, abita in tutti noi.