Uomini che amano donne che non desiderano, o che desiderano donne che non amano.
Donne che amano mariti altrui e uomini che sposano donne che non stimano, e viceversa.
Coppie che si tradiscono, che si insultano, che non si stimano ma che non si separano.
Maschere e menzogne: un inno all’esibizionismo esistenziale dei social.
Recite a copione e compromessi.
Mille app ed altrettanti profili: da Instagram passando per whatsapp, fino ad arrivare a telegram, l’ultima spiaggia dei fedifraghi, decisamente meno trafficata.
Tanti profili con altrettante foto diverse, unitamente ad abiti mentali ed emozionali sempre nuovi ed entusiasmanti.
I mille volti dell’identità, che nulla hanno a che fare con l’unicità o con l’integrità, quella è ben altra cosa.
I pazienti, in seduta, mi raccontano di avere imparato dalla vita ad utilizzare tanti cassetti, sapientemente organizzati ed oliati – come se rappresentassero un valore aggiunto alla loro esistenza -, dai quali entrare ed uscire con facilità, leggerezza, immuni dai sensi di colpa.
Cassetti che facilitano il falso sé, le false identità, le tante relazioni e le non scelte, senza che queste vengano inquinate o compromesse dall’esame di realtà e dal desiderio straripante di unicità.
Alla lunga, però, l’usura da doppia o tripla vita, chiede il contro, cosi, forse, questi cassetti così tanto acclamati, potrebbero anche trasformarsi in uno solo.
Ma questo ha un costo enorme che non tutti possono – o vogliono – sostenere.
Cosi, come scriveva Pirandello, “imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”.
Compromessi, mezze verità e menzogne, il triste destino dell’Amore coniugato alle conquiste della modernità.