Natale, congiunti, panettone e pandemia

Quest’anno sarà dura. Saremo costretti a scegliere, a sceglierci, a esporci. Non possiamo fare finta di andare d’accordo con tutti, non possiamo mettere insieme le famiglie di un congiunto con quelle di un altro, e miscelarli a cugini e parenti prossimi. Quest’anno non si può. Dovremo essere onesti, soprattutto con noi stessi; e fare famiglia con chi sentiamo famiglia.
Sarà il Natale della coerenza e degli affetti, quelli veri. Quelli senza i quali non è Natale. Saremo in pochi attorno al tavolo, saremo gli essenziali.
Saremo costretti, e ci costringeremo da soli, ad essere prudenti per evitare la coazione a ripetere, quel meccanismo di difesa della psiche in cui siamo bravissimi, che ci ammanetta alla ripetizione degli sbagli.
Dopo lo scorso agosto, non possiamo più permetterci nemmeno una leggerezza, nemmeno per amore. Assaporeremo intimità e panettone in compagnia delle persone veramente care e di noi stessi. Senza fronzoli e orpelli. Senza cicalecci e contagi.
Saremo felicemente dispensati dagli abbracci di perfetti sconosciuti che millantano la nostra stessa linea di sangue e che si professano conosciuti, ed eviteremo di essere afflitti dalla solita malinconia post-cena. Sarà un Natale intimo, in compagnia delle nostre emozioni e bilanci. Non potremo scappare altrove per far finta che non sia Natale. Non potremo stare dall’altra parte del globo dove il caldo dilata e diluisce l’atmosfera natalizia e i rimpianti.
No, quest’anno saremo qui senza essere lì, senza scuse o alibi.
Faremo i soliti bilanci, sotto il solito albero, con un’onestà che forse non avevamo mai sperimentato prima d’ora.
Il Natale al tempo del Covid ci ha strappato via gli abbracci e le tavolate immense, ma, forse, ci ha inchiodati alle scelte del cuore. Le scelte essenziali.

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