Sembra proprio che i nostri ragazzi non abbiamo un buon rapporto con la sessualità, pur credendo il contrario.
Il porno batte uno a zero il rapporto sessuale.
Il sexting diventa il sesso senza l’altro.
E per di più non sempre si trasforma in relazione e nemmeno in avvenuta; quindi, i ragazzi fanno sesso online con perfetti sconosciuti, che rimarranno perfetti sconosciuti e non transiteranno a perfetti conosciuti.
L’intimità di monitor si sostituisce a quella di corpo.
La scissione tra affettività e sessualità regna sovrana: amare e desiderare al tempo stesso diventa una modalità portatrice sana di rischi estremi.
L’alchimia e la magia di un incontro – reale – sempre più chimerica.
Le immagini prendono prepotentemente il posto delle parole, e della pelle e dei sensi.
All’intimità viene contrapposto l’esibizionismo e la tutela delle emozioni, quelle vere.
La storia di una notte non aspira a vedere il giorno successivo, e diventare relazione.
L’infedeltà batte la fedeltà dieci a zero.
L’amico di letto si sostituisce al fidanzato, dimensione immune da responsabilità, condizione relazionale, a loro dire, un po’ datata e desueta.
Il sesso liquido prende il posto della stabilità di coppia; e la giostra degli orientamenti sessuali aumenta a dismisura.
La sessualità, quando c’è, diventa ginnica, performante e coitale, glissando del tutto sulla dimensione emozionale e affettiva.
Le dimensioni dei genitali diventano il denominatore comune dei dialoghi tra i ragazzi, e le ragazze confondono il selfie riadattato da photoshop per la loro presunta identità.
L’ansia da prestazione si sostituisce alla prestazione; termine aberrante che non ricorda nemmeno lontanamente il fare l’amore.
Questi sono i dati davvero inquietanti tratti da Eurispes.
L’analisi più approfondita si trova oggi su «LiberiTutti», in allegato con il Corriere.

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