Open day pro salute riproduttiva maschile e le donne

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Mamme, fidanzate e mogli.
Le donne continuano a essere il ministro degli Esteri della salute dei loro uomini.
Si è appena concluso un open day per la salute riproduttiva maschile, svoltosi presso la casa di cura Sanatrix, a Roma.
Lo scopo è quello di sensibilizzare il territorio su un tema che sembra essere ostile: la prevenzione e la promozione della salute sessuale e riproduttiva.
Da quando il militare non è più obbligatorio, i ragazzi non vengono più visitati. Purtroppo.
La visita andrologica spaventa, imbarazza e inibisce, evoca ansie e paure.
Viene considerata invasiva e, solitamente, viene svolta da un uomo a un uomo.
Non tutti la gradiscono e la mettono in agenda, a meno che una disfunzione sessuale non prenda il sopravvento e non diventi talmente imbarazzante o inibente da obbligarli a doversene occupare.
L’uomo, solitamente, glissa, procrastina, attende e rimuove.
L’omertà maschilistica regna sovrana e fa transitare l’uomo infertile o con un disagio sessuale nella terra del silenzio, della latitanza diagnostica, del non detto.
Alla mia domanda: “come mai ha deciso di approfittare di questa opportunità?” – per rompere il ghiaccio e per comprendere il livello di motivazione -, la maggior parte dei pazienti ha risposto che era stata la madre, la moglie o la fidanzata a girargli via email la pagina del Messaggero, o inviargli il link dell’evento.
Soltanto pochi di loro, e di pazienti ne abbiamo visti tanti, sono venuti di loro iniziativa.
Le donne hanno impugnato tutta la loro risolutezza, quell’arma salva vita di cui sono provvisti gli innamorati, e hanno spedito i loro uomini a visita.
Un fine settimana di empatia e di ascolto. Il privilegio di una visita gratuita, in un luogo di grade professionalità, dove la salute dell’uomo è stata al centro dei nostri interessi.

By |2018-11-11T19:44:39+00:0011 Novembre, 2018|

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