Parlami d’amore. L’ultimo bacio

/Parlami d’amore. L’ultimo bacio

Il primo bacio va per la maggiore. Tutti ne parlano, e fiumi d’inchiostro hanno fatto sognare milioni di lettori.
Sull’Olimpo delle prime volte coabitano fraternamente la prima volta e il primo amore.
Il primo bacio è una leggenda, un mito, una vertigine.
Tanto agognato e mitizzato, temuto e ostentato. Ricordato a tempo indeterminato.
Il primo amore anche.
Per i più fortunati o consapevoli, il primo bacio e il primo amore coincidono.
Le prime volte, del corpo e dell’anima, sono sempre corredata da tante domande e altrettante incertezze.
Da come si bacia a quello che sarebbe giusto sentire, fino al bisogno acuto di sperimentazione a oltranza.
Modus operandi che si può estendere al primo rapporto sessuale, ai successivi, all’ultimo. (L’ultimo uomo o donna con cui si sceglie di rimanere).
Forse con il secondo andrà meglio? sarà più intenso? più emozionante? più coinvolgente.
Sperimentazione e ansia vanno di pari passo, e ogni amore e ogni prima volta regalano un nuovo tassello alla nostra autostima e narcisismo.
Può anche capitare che il tassello lo tolgano, depredando di energie psichiche, ma questo è un altro discorso.
E se l’ultimo amore e l’ultimo bacio – nel senso dell’ultima persona che si sceglie di baciare – fosse la vertigine?
Il punto di arrivo che diventa punto di partenza?
L’ultimo bacio è il desiderio di fermarsi, di non voler vedere e provare altro.
La scelta. La volontà. La determinazione. L’inconscio che diventa coscienza.
L’alba che diventa tramonto, e il tramonto che diventa alba.
La certezza di non volere esplorare altro, di non volere vedere altro, di non voler essere altro.
Mentre il mondo diventa sempre più liquido, e i pochi fedeli lo sono per mancanza di opportunità o per paura di essere scoperti, c’è chi decide di fermarsi.
E di dare l’ultimo bacio.

By |2018-11-16T12:56:31+00:0016 Novembre, 2018|

Scrivi un commento

error: Content is protected !!