Nella vita ci sono gli incontri e i non incontri, le parole mute e i silenzi parlanti, le anestesie e le vette emotive, gli sfruttamenti e i dolori da cui imparare. Ci sono i lunedì e le domeniche, giorni pericolosi e lenti. Ci sono i pascoli abusivi e gli orticelli. Le vacanze e i rientri. I tradimenti e i pentimenti. I viaggi e i ritorni.
Ci sono anche i luoghi del cuore, quelli che non si sbiadiscono mai. Quei posti che ci portiamo dietro e dentro ovunque andiamo. Che ci raggiungono quando non vogliamo o quando li vogliamo fortemente. Quelle oasi di ricordo e fragranze olfattive da visitare di tanto in tanto, quando il cuore ha freddo e quando l’oggi è rude e delude. Quando abrade o decade. Quando, per un motivo o per un altro, per un colpo basso delle vita o per un bisogno cocente di essere risarciti, regrediamo a ieri.
Si chiamano ricordi. Ieri. Domani. Scampoli di cielo. Urgenze emotive. Sogni. Stella in tasca. Speranza. Da utilizzare per sopravvivere alle relazioni con sutura. Alla ruggine della noia. Agli strappi del cuore. Ai ponti mancanti. Alla mancanza di cura e di coraggio.
Talvolta, all’oggi.
Camminare come un funambolo in bilico tra gli inganni e le carezze della memoria, nutre il cuore ma prepara alla successiva dura legge del risveglio.

P.S: I ricordi vanno maneggiati con cura, potrebbero avere massicci effetti collaterali.

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